Il porto dei desideri


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’ex consigliere Gianni Percoco in merito alla questione portuale.

Sono contento di poter discutere di nuovo di portualità, soprattutto perché coloro che  stanno proponendo e valutando la possibilità di realizzare un progetto di portualità esterna sono i rappresentanti di una città gemellata (Jurmala ndr), con cui vantiamo da sempre un ottimo rapporto di cordialità e collaborazione.

Questo certifica – ancora una volta –  l’importanza  dei  gemellaggi  e la loro funzione in chiave politica ed economica. Al tempo stesso, però, siamo preoccupati per le modalità con cui si sta evolvendo sulla stampa locale la discussione all’area interessata. Le problematiche sulla progettualità portuale – come sempre – hanno avuto dei picchi di popolarità solo in occasione di scadenze elettorali, e sono servite solo per illudere i cittadini con promesse puntualmente non mantenute.

Ma oggi qualcosa di diverso appare all’orizzonte. Si sta concretizzando, infatti,  almeno per la fase iniziale, la possibilità di accedere a finanziamenti europei, a cui seguiranno  progettazioni  e tavoli di concertazione che mi auguro coinvolgano tutti, dalle forze politiche agli operatori del settore: marineria, operatori turistici, etc. con l’intento di intraprendere un percorso che abbia come obbiettivo il rilancio turistico, economico-sociale e occupazionale che la NOSTRA CITTA’ attende da decenni. Non riesco infatti a capire questo accanimento contro un progetto ancora in fase embrionale da parte di alcuni personaggi che narrano le gesta della propria storia politica con enfasi, ma senza rendersi conto della situazione attuale; soggetti che  si travestono da tecnici dell’urbanistica, tuttologi e “scienziati del turismo”, lasciando sotto gli occhi di tutti i risultati dei loro “studi”.

La nostra città è perennemente alla ricerca di un’anima, di una propria identità.  Quale vocazione si sposa meglio con le nostre caratteristiche e potenzialità socio-economiche?  Una chiara presa di posizione in tal senso chiarirebbe l’equivoco, permettendo degli investimenti in settori strategici come l’agricoltura, il turismo e l’economia di matrice balneare.

Allargando gli orizzonti al problema occupazionale, è ancor più sconcertante notare la totale assenza di impiego per molti giovani nostrani, costretti – spesso – a cercare fortune altrove. Per questo non voglio rendermi complice del mancato sviluppo della Città, ma preferisco rimboccarmi le maniche e continuare a lavorare per il bene della collettività. Questione di stile. E di priorità.

Per tutti questi motivi, non posso fare altro che sostenere i promotori del nuovo progetto portuale, che hanno trovato una valida “sponda” istituzionale nel nuovo commissario prefettizio Ocello, consapevole della svolta che un intervento di questa portata potrebbe offrire alla nostra città. Come rappresentante politico e delegato dei pescatori di Terracina offro – sin da subito – il mio appoggio incondizionato a chiunque voglia discutere i reali  problemi della nostra comunità. A partire da un sogno chiamato Porto.

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