Il Terracina Rugby alla Festa del Duca


Anche quest’anno il Terracina Rugby con la coppia formata da Mario Di Mario e Fabio Turchi è stata invitata ad Urbino alla Festa del Duca, per la terza edizione dell’AITA. (http://www.urbinofestadelduca.it/gioco-dellaita/) L’Aita è un gioco di squadra di origine militaresca praticato nel Rinascimento nella città di Urbino. REGOLE Si gioca in un campo di terra battuta, fra due squadre da quindici giocatori.

Ogni squadra ha come obiettivo quello di prendere la bandiera della squadra avversaria posta su un palo a circa 3,5 metri da terra, in un maniera simile a quella della pallacanestro. Per arrivare a prendere la bandiera i giocatori di una squadra devono poter sollevare un loro compagno per i fianchi ma questo è reso difficile dai placcaggi fatti ai singoli giocatori dagli avversari.

Se un giocatore placcato finisce in una delle due pozze di fango messe sui due lati lunghi del campo è considerato fuori dal gioco. Il termine “aita” deriva dal fatto che un giocatore che finisce infangato urla proprio aita (termine che significa “aiuto”) ai suoi compagni, che possono toccarlo per rimetterlo in gioco. La rievocazione, organizzata dall’Ars Urbino Ducale e che raggiunge così la XXXI edizione, propone quest’anno due novità: due giochi che si svolgeranno entrambi a Borgo Mercatale. Il calcio storico fiorentino, sabato alle 21, inaugurato da Arrigo Sacchi , padrino d’eccezione. E l’Aita, gioco di origine militaresca ben presente alla corte dei Montefeltro e riproposto per la prima volta in Urbino. Altro spazio centrale della festa sarà piazza Rinascimento, dove in omaggio al paese nordafricano ospite della manifestazione verrà allestito un antico quartiere magrebino, cornice di performance di fachiri, incantatori di serpenti, danzatrici e cucina tipica del Maghreb.

terracina_rugbyMa ad essere coinvolto nel clima rinascimentale sarà l’intero centro storico che trascorrerà tre giornate tra artigiani, mercatini a tema e laboratori. In mezzo ai tanti mestieri che hanno fatto la storia del ducato (conciatori di pelli, vetrai, ceramisti, vasai, intagliatori, cestai, tessitori e scalpellini) e ai vessilli delle contrade che ne portano i simboli. Come da tradizione, la figura del Duca, grande mecenate e cultore di tutte le arti, sarà ricordato attraverso la musica antica, il teatro, la danza, e le mostre. Senza dimenticare la rassegna di cinema storico, ideata dal maestro Mario Monicelli e dedicata alle opere shakespeariane. Il clou dei festeggiamenti è atteso ad ogni modo per sabato 18 con la «La Notte del Duca». Da piazza duca Federico tamburini, saltimbanchi, giocolieri, cornamusieri e sbandieratori di Firenze omaggeranno il Signore di Urbino, mentre tra i vicoli bui e i suggestivi scorci si svolgerà fino alle prime ore del giorno successivo la caccia al teshorror. Al torneo degli arcieri «Le Aquile Ducali» tra le dieci contrade di Urbino e al torneo della Cortegianìa all’anello, il compito di rievocare episodi realmente accaduti, premiando l’arciere che per abilità, coraggio e velocità salvò la vita del Conte. Domenica chiuderanno la festa i fuochi d’artificio nell’arena di Borgo Mercatale.

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