Incendi. Pd: “Messe in atto alcune attività obbligatorie per i Comuni?”


Sugli incendi degli ultimi giorni interviene il partito democratico
Circolo di Terracina con una nota che pubblicamo integralmente: “Abbiamo appreso, da una nota del Sindaco Procaccini, della sua presenza la notte di ferragosto presso la contrada di San Silvano, percorsa da uno degli incendi che con altri, in queste ore, stanno sconvolgendo l’integrità delle nostre colline.
Ebbene, riteniamo tutto ciò un comportamento istituzionale normale, e doveroso di fronte un gravissimo atto “criminale” che, oltre a distruggere parte del nostro territorio, ha rischiato di mettere in pericolo anche la vita delle persone e dei loro averi.

Nel manifestare grande preoccupazione per la vicenda e solidarietà per lo stato di angoscia vissuto dai cittadini che assistono inermi e impotenti ai ripetuti inneschi d’incendi nelle principali zone collinari di Terracina, il Partito democratico chiede all’amministrazione se sono state messe in atto alcune attività obbligatorie per i Comuni.
Ci chiediamo se è stato effettuato il censimento dei terreni già percorsi dal fuoco così come previsto dalla legge 353/2000, per la zona di Camposoriano e Monte Giove e se ha predisposto lo stesso per le nuove zone interessate.
Il censimento è un obbligo di legge per i Comuni che vincola i terreni arsi al fine di evitare qualunque tipo di speculazione economica come per esempio cambi di destinazione d’uso; attività di rimboschimento con soldi pubblici; il pascolo e la caccia; per periodi che vanno da 5 a 15 anni, una legge giusta che punisce la vigliaccheria di chi compie atti del genere senza che l’eventuale business legato ai roghi volontari venga pagato dai cittadini.
Il Partito democratico chiede inoltre se l’amministrazione ha predisposto una o più convenzioni con una o più associazioni di Protezione civile per il controllo del territorio e la prevenzione e spegnimento degli incendi e se tutto ciò sia gia operativo.

In altre parole, ci poniamo la domanda se, al di là delle operazioni di facciata, vi sia una strategia amministrativa concreta, di protezione e tutela del paesaggio sia come bene naturale che come volano economico.
Il danno che si presenta di fronte agli occhi di ciascuno di noi è di una tale gravità che non ha precedenti, adeguarsi alle leggi che tutelano il patrimonio di tutti ci sembra il principale deterrente e la giusta punizione contro l’impunità di soggetti dichiarati da più parti “ folli” ma che tali non sono e che noi preferiamo definirli “criminali” tanto che chi non farà rispettare le regole ne sarà complice”.