Incendio allo stabilimento Piccola Oasi. Non si esclude nessuna pista, neanche quella dolosa.


L'intervento dei vigili degli uomini del 115
In merito all’incendio divampato ieri presso lo stabilimento Piccola Oasi riportiamo un’accorata lettera del Circolo Cittadino, Archi di Giove che con solidarietà auspica affinchè balneari e Comune si attivino. “Solidarietà agli imprenditori dello  storico stabilimento balneare “ la Piccola Oasi”, colpiti duramente nella propria attività, in un momento di forte crisi economica e soprattutto nel cuore della stagione estiva”. Con questo comunicato, Movimento Nazionale per la Sovranità di Terracina,  lancia un appello ai balneari e all’amministrazione comunale: “In questi spiacevoli episodi, Terracina deve tornare a scoprirsi  comunità. Per questo – ha proposto la sezione locale del partito – gli imprenditori, in particolare quelli balneari, potrebbero tendere la mano alle vittime del rogo, fornendo ciò che occorre per far ripartire l’attività al termine delle indagini delle autorità competenti affinché, oltre al pessimo momento economico, non si abbatta sugli imprenditori anche la perdita della clientela e, al tempo stesso, rassicurare quest’ultimi di non vedere compromessa la tanto attesa vacanza “ al mare”. Congiuntamente,  l’amministrazione comunale, potrebbe, sempre nel massimo rispetto delle normative vigenti in materia fiscale,  sospendere i tributi o, qualora non fosse possibile, prevedere una rateizzazione anche alla luce delle tante famiglie coinvolte, a partire dai lavoratori. Sarebbe un gesto nobile e dimostrerebbe la vicinanza dell’Ente al tessuto imprenditoriale cittadino”.

Infine, si auspica che quanto accaduto, non rientri tra le casistiche rese note dal procuratore generale della Corte di Appello di Roma, Giovanni Salvi, che, aprendo il 146esimo anno giudiziario, lanciò un allarme sul Basso Lazio, con le testuali parole… “Le recenti attività giudiziarie hanno documentato l’interesse dei sodalizi camorristici ad investire in quel territorio, caratterizzato da importanti attività commerciali (tra tutte quelle relative agli stabilimenti balneari, alle attività ricettive del litorale, ed al turismo)”. Costituirebbe un colpo ancora più duro per il tessuto economico locale, molto di più della crisi”.

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