Inserire il concetto di Sviluppo sostenibile tra i principi della Costituzione, l’appello di Agenda 21


Appello Al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente del Consiglio dei Ministri, per sostenere l’inserimento dello Sviluppo Sostenibile tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 25 settembre 2015, ha approvato all’unanimità l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il documento, sottoscritto dai capi di Stato e di Governo dei 193 Paesi che fanno parte dell’O- NU, tra cui l’Italia, impegna gli stati firmatari a cambiare il proprio modello di sviluppo, secondo i parametri della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, e nel rispetto dei tre caratteri innovativi dell’Agenda 2030: la sua universalità perché interessa l’intero pianeta; la necessità della partecipazione di tutti al cambiamento in una visione di equità generazionale; la sua prospettiva integrata dei problemi e delle azioni da realizzare per conseguire lo sviluppo sostenibile.

Si è trattato di un passaggio storico e culturale fondamentale, sottolineato dalle parole con cui si conclude la Dichiarazione del 25 settembre 2015:” Il futuro dell’umanità e del nostro pianeta è nelle nostre mani. Si trova anche nelle mani delle nuove generazioni, che passeranno il testimone alle generazioni future. Abbiamo tracciato la strada verso lo sviluppo sostenibile; servirà ad assicurarci che il viaggio avrà successo e i suoi risultati saranno irreversibili.”

L’Unione Europea ha svolto un ruolo essenziale, attivo e propositivo per il conseguimento del- l’Agenda 2030, degli Accordi di Parigi e delle molte altre convenzioni internazionali riguardanti i di- versi aspetti dello sviluppo sostenibile, fino a giungere al più recente programma del Next Generation EU, approvato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, in via definitiva il 18 dicembre 2020.

Non a caso, il principio dello sviluppo sostenibile è presente nel quadro normativo comunitario sin dal Trattato di Amsterdam del 1997 ed è oggi inserito nel Trattato di Lisbona (art. 3 e art. 5), en- trato in vigore il 1° dicembre 2009, che costituisce la carta fondamentale dell’Unione Europea.

L’Italia ha avuto un compito di primo piano nel percorso che ha condotto all’approvazione dell’Agenda 2030: ha ricoperto, nel 2012, la vicepresidenza del Comitato di preparazione della Conferenza Mondiale di “Rio + 20”, che, con la conclusiva dichiarazione “The Future We Want”, ha delineato l’itinerario per il nuovo accordo globale sullo sviluppo sostenibile, da raggiungere entro il 2015; ha partecipato attivamente al gruppo di lavoro che ha concordato gli obiettivi di sviluppo sostenibile; ha svolto un’azione importante di mediazione per equilibrare le posizioni dei diversi Stati membri sulla bozza dell’Agenda 2030, durante il semestre di presidenza dell’Unione nella seconda metà del 2014.

Il Parlamento italiano, peraltro, a pochi mesi dalla firma dell’Agenda 2030, con la Legge n. 221 del 28 dicembre 2015, ha predisposto le condizioni per l’elaborazione e definizione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017 e approvata dal CIPE IL 22 dicembre 2017.

Il Governo italiano in carica, inoltre, sulla base della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, degli obiettivi e dei progetti del “Next Generation EU” e del lavoro già svolto dal precedente Governo sul Programma nazionale di ripresa e resilienza, ha avviato la propria importante azione per approfondire e completare quanto fatto sinora, rafforzando le missioni del Programma, in vista della scadenza stabilita dalla Commissione europea (la fine di Aprile) per la consegna del piano italiano, per il quale sono stati resi disponibili circa 210 miliardi di euro lungo un periodo di sei anni (2021-2027), ed ha appositamente istituito il nuovo Ministerio per la transizione ecologica.

Il Governo attuale, nel contempo, con riferimento all’inserimento dello sviluppo sostenibile nella Costituzione Italiana, su cui il Senato sta lavorando, nella forma di disegno di legge costituzionale, ha confermato l’impegno ad andare avanti in questa direzione.

Occorre infine ricordare che fino alla fine del 2021 l’Italia eserciterà per la prima volta la Presidenza del G20, con la responsabilità di guidare il gruppo internazionale verso l’uscita dalla pande- mia e di rilanciare lo sviluppo sostenibile a beneficio di tutti.

Gli impegni dichiarati dal Governo, infatti, nell’ambito di un programma proteso a promuovere e accompagnare la trasformazione verso una società sostenibile, digitale e inclusiva, sono rivolti a garantire una serie definita di sei obiettivi entro i tre ambiti principali denominati “People”, “Planet” e “Prosperity”, anche nella prospettiva della prossima Conferenza sul cambiamento climatico, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso l’evento “Youth 4 Cli- mate”.

Come non richiamare, in proposito, rispetto ai risultati raggiunti con l’approvazione dell’Agenda 2030 dell’ONU e ai suoi primi effetti sulle decisioni politiche degli Stati e dei Governi che ne hanno condiviso e sottoscritto gli obiettivi, il contributo ispiratore offerto da Papa Francesco con la pubblicazione, nel maggio 2015, dell’Enciclica “Laudato sì”: una profonda riflessione, di senso filosofico e teologico, racchiusa nella definizione di “ecologia integrale”, ed una sentita e forte esortazione a custodire e curare la “casa comune”, ad operare per cambiare i paradigmi dominanti e a costruire un nuovo umanesimo.

Dalle azioni e dai pronunciamenti riportati discende un’univoca indicazione: lo sviluppo sostenibile deve divenire il riferimento essenziale per le politiche pubbliche, per il sistema delle imprese, per gli organismi sociali e per i comportamenti dei cittadini della nostra collettività, e pertanto, per elevare tale sentire comune a valore guida del nostro agire, dovrebbe essere inserito tra i principi fondamentali della Repubblica Italiana, come è già avvenuto in Francia, in Norvegia, in Svizzera e in vari altri Paesi.

In tal senso, la conferma dell’impegno dichiarato dall’attuale Governo a proseguire verso questo importante obiettivo lascia quindi sperare che l’introduzione nella Costituzione Italiana di un esplicito riferimento allo sviluppo sostenibile possa avvenire, auspicabilmente, entro l’attuale legislatura, considerando il lavoro compiuto con i disegni di legge costituzionale già presentati al Senato, sulla spinta di una vasta coalizione di organismi sociali e di associazioni che da tempo stanno sostenendo tale integrazione della Carta Costituzionale.

Un tale risultato assumerebbe un grande valore simbolico, oltre che istituzionale e politico, del tutto coerente con il passaggio storico segnato con l’adesione all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, aprendo la strada verso un reale cambiamento culturale del nostro paese.

L’introduzione dello sviluppo sostenibile nella Costituzione Italiana sarebbe necessario anche per assicurare l’equilibrio dei poteri tra Stato, Regioni e Comuni, sia rispetto alle politiche pubbliche orientate verso la sostenibilità e ad una governance in grado di gestire efficacemente le complessità del sistema, sia con riguardo alla completa attuazione degli obiettivi richiesti dalla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e dall’Agenda 2030.

Il Forum di Agenda 21 Locale si è già fatto promotore verso il Comune di Terracina di un’iniziativa per la modifica dello Statuto comunale, istanza questa recepita dall’istituzione locale con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 68 del 19 novembre 2019, che ha approvato l’inserimento del- lo sviluppo sostenibile tra i principi dello Statuto comunale (art. 4), ne ha declinato la sua applicazione sul piano sociale (art. 36,37 e 55) ed economico (art. 32 e 63) e che successivamente ne ha avviato gli effetti amministrativi adeguando le denominazioni e le competenze delle relative strutture organizzative comunali (Assessorato, Commissione, Area Dipartimentale, Settore, Servizio, Ufficio, ecc.).

Con il presente appello, il Forum di Agenda 21 Locale del Comune di Terracina si unisce quindi a tutti coloro i quali, cittadini, associazioni, organismi sociali e culturali, hanno continuato a chiede- re e a sostenere la possibilità di inserimento dello sviluppo sostenibile tra i principi della Carta Costituzionale italiana, nella speranza che possa essere tempestivamente conclusa la discussione in Parlamento, sinora soltanto più volte annunciata, sulla base dei disegni di legge costituzionali già presentati.

Confidiamo nell’impegno rinnovato in proposito dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, nelle sue comunicazioni alle camere il 17 febbraio 2021.

Confidiamo, inoltre, nella disponibilità della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, e del Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, perché possa essere concluso al più presto l’iter legislativo previsto.

Confidiamo, infine, nella sensibilità del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché promuova, nelle forme più opportune, il conseguimento di questo importante obiettivo di riforma costituzionale, nell’interesse del Paese e delle future generazioni.

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