INSICUREZZA REALE O PERCEPITA?


di Lino Bucci

Secondo i dati del Ministero dell’Interno dal 1° gennaio al 31 luglio 2017 i reati in Italia sono calati rispetto al pari periodo del 2016……….eppure il cittadino ha più paura!!!
A livello nazionale i delitti passano da 1.463.156 a 1.286.862, gli omicidi volontari da 245 a 208, le rapine da 19.163 a 16.991 ed i furti diminuiscono da 783.692 a 702.989.
Stesso discorso per la provincia di Latina laddove si riscontra una diminuzione complessiva dei reati del 13,5% . Significativo il calo dei furti che passano da 5.124 a 4.767 mentre le rapine da 113 a 91……….eppure il cittadino ha più paura!!!
E’ vero in molti casi che la sicurezza si misura con la sua percezione ma i dati, quelli veri, ci dicono che l’Italia è un paese che, sulla tematica in questione, rientra abbondantemente nei parametri europei………eppure il cittadino ha più paura!!!
Se andassimo a leggere l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza potremmo riscontrare che la criminalità è la terza preoccupazione degli italiani preceduta dai disastri naturali, situazione economica ……eppure il cittadino ha più paura!!!
Ciò detto oggi assistiamo ad una corsa ingiustificata alle armi pensando che la stessa possa aumentare la nostra sicurezza. A tal proposito occorre precisare che, in materia di armi, l’Italia è uno dei Paesi più bassi al mondo per omicidi: 0,8% ogni 100.000 abitanti (compreso i regolamenti di conti della malavita organizzata). Per fare un paragone, negli Stati Uniti, laddove le armi circolano con grande facilità e laddove la legittima difesa in casa è giustificata, questa percentuale sale al 4%…………….eppure il cittadino ha più paura!!!
Ma nonostante i dati dei reati che dicono il contrario cresce in modo significativo, secondo molti media ed alcuni politici, la paura dell’immigrato.
Basta accendere la televisione e notare che alcuni canali (non li cito volutamente) tutti i giorni costantemente ci raccontano di episodi negativi cui sono coinvolti extracomunitari e che vanno dalle violenze, ai furti, alle occupazioni di case, allo spaccio ecc. ecc. Con ciò non si vuole negare assolutamente l’esistenza del problema “immigrati”, anzi tutt’altro, ma va affrontato con numeri alla mano, fermezza ,serietà politica seguendo le indicazioni legislative attualmente vigenti.
Tutti conveniamo sul fatto che va ripensato il modello di integrazione nel modo giusto anche perché l’aspetto demografico è in continua evoluzione e non è certamente con la cultura dell’odio e/o del razzismo che costruiamo il futuro nostro e quello delle generazioni successive.
Negli ultimi anni i reati degli italiani sono aumentati del 40,1% mentre quelli relativi agli stranieri aumentano del 34,3% ed è ciò che si evince dal Dossier Statistico Immigrazione 2016 .
Molto pericolose, ed a mio avviso irresponsabili, le strumentalizzazioni da parte di alcuni politici che, cercando consenso solo elettorale, parlano alla pancia dei cittadini dipingendo l’immigrato come colui che toglie il lavoro ed altri diritti a nostri connazionali.
Sono sempre gli stessi che fanno volutamente confusione tra “immigrazione irregolare” , “legittima difesa” e “Ius Soli”. Anche questo provoca a livello sociale una maggiore percezione dell’insicurezza che genera una lotta tra poveri della quale in questo momento di crisi economica non ne abbiamo sicuramente bisogno e che in tantissimi casi sfocia in violenze.
Sul tema lavoro ed a sconfessare questi “imprenditori della paura”, come vengono definiti da molti, ci pensano le ultime statistiche le quali ci dicono che laddove calano gli occupati italiani non aumentano quelli stranieri e parliamo di industria, commercio, pubblica amministrazione, istruzione e sanità mentre questi ultimi sono aumentati nei servizi alle famiglie, negli alberghi e nella ristorazione cioè in tutt’altri settori. In agricoltura è vero che calano gli italiani ma come lavoratori autonomi mentre aumentano gli stranieri ma solo come braccianti. Questo dato è molto significativo ed attiene alle mancate politiche di sviluppo del nostro paese in tema di agricoltura e di occupazione. Pensiamo a cosa potrebbe accadere all’ agricoltura della nostra provincia in assenza di braccianti stranieri.
Occorre prendere atto che alcuni media e talk show, cui assistiamo quotidianamente, falsano la realtà alimentando a dismisura una percezione distorta dell’insicurezza e delle sue cause.
Assistiamo sistematicamente al “bombardamento” di alcune reti molto note che aprono i loro notiziari quasi sempre con reati e cronaca nera concedendo pochissimo spazio a tematiche quali lavoro, la disoccupazione giovanile, il welfare, l’economia, la scuola ecc. ecc. Perché? Qual è la vera motivazione?
Secondo moltissimi addetti ai lavori è solo e soltanto una sfrenata ricerca dell’audience, che genera maggiori introiti pubblicitari, ma non si tiene conto che è uno dei sistemi migliori per aumentare in modo esponenziale la percezione della paura e della insicurezza. Si pensi alle centinaia di ore dedicate a delitti quali quello di Cogne e di Avetrana che hanno fatto diventare questi luoghi addirittura mete turistiche.
Assistiamo ad intere trasmissioni di approfondimento con processi televisivi di crimini con plastici, avvocati e criminologi. Ovviamente tutto ciò altro non fa che aumentare l’ ansia in coloro che mediamente trascorrono gran parte del loro tempo davanti alla televisione per ovvi motivi e mi riferisco ad una popolazione anziana: una fascia di età che aumenta costantemente ma che è anche molto debole dal punto di vista psicologico per cui facilmente influenzabile.

Si prendano come esempio le televisioni straniere nelle cui trasmissioni le notizie di cronaca nera occupano il 4,7% del tempo
complessivo mentre in Italia la percentuale è nettamente superiore e si attesta all’8%.
La cosa inspiegabile e che la percezione dell’insicurezza e della paura, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta più alla microcriminalità (furti in casa, borseggi, spaccio di droga ecc. ecc.) che alla macrocriminalità.
Sarebbe opportuno che i cittadini approfondissero con maggiore puntualità tutte le notizie fornite dai media e dalla rete e solo in questo modo si potrebbe ridurre quel senso di insicurezza, che non ha riscontro nella realtà.
Teniamo sempre nella dovuta considerazione che, come accennato sopra, la sicurezza, l’immigrazione e la criminalità in questo difficile momento sono determinanti negli orientamenti degli elettori e creano insicurezza anche in chi era sicuro.