Intervista a Speranza: «Nella Lega le mie radici. Ecco la Terracina che voglio»


In Consiglio dal 2016, tra i banchi della maggioranza dell’ex sindaco Procaccini prima e poi con Roberta Tintari, ora per Anna Maria Speranza si apre una nuova stagione politica. L’ingresso nel partito della Lega di Matteo Salvini, l’appoggio alla coalizione di centrodestra che vede l’asse Lega-Forza Italia e liste civiche a sostegno in vista delle elezioni di maggio per il rinnovo del Consiglio comunale. Lei ci sarà, da protagonista, pronta a una nuova avventura. L’abbiamo intervistata.

La sua esperienza in Consiglio è cominciata nel 2016 con una lista civica, adesso il passaggio in un partito. Cosa l’ha portata a entrare nella famiglia della Lega?

Credo che ogni persona, ed io non sono in questa eccezione, abbia una propria idea politica che si riconosce in un partito dell’arco costituzionale. Diversamente si è qualunquisti. Mi piacciono i film di Albanese che ironizza sulla politica, ma  non sono mai stata e sono “cettolaqualunque”. Ho il mio credo politico fin dall’adolescenza. La mia famiglia è di centro destra ed io ho fortemente radicate quelle radici. La mia adesione nel 2016 ad una civica denominata “Siamo Terracina” è stata frutto di una mia profonda riflessione su cosa è o dovrebbe essere un movimento civico. Abbracciare un movimento civico per me significa portare avanti un’idea in modo più specifico o se vogliamo più forte di come può fare un partito. Un partito si propone per una “pluralità “di interessi. Un movimento civico quasi per un interesse univoco. Per me che vivo in un mondo rurale e periferico alla città di Terracina quel Siamo Terracina era come urlare che ogni centimetro quadrato del nostro comune è  Terracina. Quel civismo tinto di personalismo contenuto in affermazioni che si sentono in giro tipo “mi faccio una lista” non mi appartiene. Si può fare un movimento civico per riattivare la ferrovia o per categorie inascoltate, ma non per promuovere se stessi. Il tempo, il mio tempo, era maturo per una collocazione e la Lega dai suoi big nazionali a quelli locali è il partito più vicino alla mia cultura, alla mia storia familiare ed alle mie idee.

Una scelta difficile, anche perché di fatto sancisce un divorzio con l’attuale maggioranza al governo cittadino. Cosa l’ha portata a questa separazione?

Se divorzio deve essere divorzio sarà. Io ritengo di non essere cambiata da quattro anni a questa parte. Ho abbracciato un’idea ed un programma di centro destra  e sono rimasta ferma in questo. Anzi qualche tempo fa ho lanciato, anche a mezzo stampa, l’idea che a Terracina il centrodestra, da molti anni diviso, doveva riunirsi perché non c’erano ragioni politiche perché esso fosse diviso. Solo il centro destra unito può far fare il salto di qualità alla nostra amata e bella città. Sono stati, se mai  i miei compagni o non so se ex compagni di maggioranza a tingersi, di giorno in giorno, di rosso orientandosi a sinistra. Ho cercato in tutti i modi di far sì che questo non accadesse ed il convegno di ottobre 2019 mi è sembrato il coronamento del mio sogno politico “il centro destra unito”. Purtroppo quel giorno è  passato non solo temporalmente ma anche nella memoria di chi vi ha partecipato ed addirittura chi ha fiorito il proprio intervento con parole che elevano a valore irrinunciabile l unione del centro destra. Questo, oltre che quello di abbracciare un ideale, mi ha convinto, se mai ce ne fosse bisogno, che c’era chi quell’unione forse non l’ha mai voluta in nome di un eccessivo personalismo.

Quali sono le sue priorità per Terracina?

La priorità delle priorità per Terracina sarebbe un centro destra unito. Solo un centro destra unito potrà realizzare un programma ambizioso che riporti Terracina al centro, non solo geografico, di questa provincia. Capoluogo del turismo coniugato alle eccellenze del mondo agricolo apprezzate in tutta Italia ed oltre. Per fare questo servono tante cose, molte delle quali vanno oltre le competenze del futuro sindaco e la sua squadra, dai collegamenti stradali o meglio autostradali alla ferrovia, dal porto alla collina, dalla viabilità ai parcheggi, dalla cultura al sociale per finire alla promozione. Tanto? Troppo? Saremo credibili nella misura in cui nei primi cento giorni della nuova amministrazione risolveremo tanti piccoli problemi che per i cittadini sono enormi problemi. Niente più ore allo sportello per una carta d’identità o un documento che si può fare in pochi minuti. Niente più buche nelle strade perché la gente ci dice dove avete messo i milioni di euro incassati con l autovelox? Niente più tempi biblici per una pratica edilizia che può risolvere i problemi economici o abitativi di una azienda o una famiglia. Abbassare il balzello dei diritti di segreteria perché le tasse sono già troppe. Evitiamo di mettere in allarme con cartelle esattoriali che qualche volta si possono definire pazze. Più controllo su di esse. E poi la sicurezza tema tanto caro alla Lega, ma sopratutto ai cittadini. Qualche vigile in più non guasterebbe. E fantastico sarebbe riuscire, nei primi cento giorni, a far recapitare la posta mettendo la numerazione civica e le indicazioni stradali sopratutto nelle periferie dove questo disagio è più sentito.

Qual è l’identikit del suo candidato sindaco?

Per fare ciò che ho detto ci vuole una squadra di governo con un sindaco che deve avere passione per la politica, amore per la città e saper ascoltare la gente. E ancora deve essere in grado di fare il direttore d’orchestra o direttrice d’orchestra, dove l’orchestra s’intende non solo la  giunta ma anche la città.

Sente di poter fare una promessa agli elettori?

A Terracina e ai Terracinesi posso promettere il mio impegno e la mia passione per realizzare ciò che ho detto. Sono al servizio dei cittadini. Sì perché la politica è  servizio.

Foto di Andrea Longo

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