La dieta tecnologica, incontro con gli esperti sull’uso delle tecnologie


La “dieta” tecnologica: come, quanto e perché usare o impedire l’uso delle tecnologie. Genitori e professori alla ricerca dei ragazzi dispersi nella rete. Incontro con la Prof.sa M. Beatrice Ligorio, prof. Ordinario dell’università di Bari, Sabato 6 aprile 2019 ore 17.00.ITS “A. Bianchini” via Pantanelle. Selenia Stoppa del LAB di Franco Iannizzi eseguirà le canzoni di Mia Martini dedicate alle emozioni. Conduce e modera il prof. Mimmo De Rosa.

Prof. Giuseppe Musilli

Quello che sappiamo da secoli è che le tecnologie cambiamo le persone. Dopo aver adottato le tecniche dell’agricoltura siamo diventati diversi dai cacciatori e raccoglitori che eravamo. La macchina a vapore, l’elettricità, la lavatrice, la televisione, … ci hanno cambiato ancora. Lo smartphone sempre connesso è stato introdotto solo 10 anni fa.  I social media sono nati circa 15 anni fa. I video giochi hanno qualche anno in più. Queste nuove tecnologie ci hanno cambiato? Hanno cambiato i nostri ragazzi? Come ci hanno cambiato e come ci cambieranno ancora? I cambiamenti non sono negativi in sé. Ma nei momenti di transizione sembrano spesso negativi. Platone pensava che l’introduzione della scrittura avrebbe rovinato gli uomini. Allora come prendere ciò che è buono e scartare ciò che danneggia? Perché ciò che ci danneggia esiste e lo vediamo ogni giorno.

“I media digitali non sono oggetti come gli altri. Sono diversi anche da altre tecnologie, come la lavatrice o il microonde, con cui interagiamo quotidianamente. Questo perché il loro uso modifica nel profondo non solo i comportamenti dei nostri figli, ma anche la loro mente.” Giuseppe Riva, “La solitudine dei nativi digitali”, La repubblica. Una delle modifiche più negative risulta essere l’analfabetismo emotivo. I nostri ragazzi davanti ai cellulari non imparano a riconoscere e a regolare le emozioni. Perché? Perché le emozioni si trasmettono attraverso il corpo. Il prof. Caruana, che è stato nostro ospite il 23 novembre 2018, ci ha spiegato che i neuroni specchio ci consentono di vedere e soprattutto “provare” ciò che sta provando il nostro interlocutore. Quando il nostro amico piange e ci racconta le sue disavventure si accendono anche i nostri neuroni della tristezza e del lutto. In presenza di una persona felice o arrabbiata anche noi proviamo gioia e rabbia; riconosciamo e sentiamo la gioia e la rabbia e agiamo di conseguenza.

Ma le nuove tecnologie hanno sottratto i corpi dalla comunicazione. Comunichiamo, ma i corpi assenti non comunicano le emozioni. Forse è per questo che i ragazzi si prendono e si lasciano attraverso messaggini e non in presenza. Forse è per questo che c’è una ricerca di emozioni sempre più estreme. Un altro danno è sicuramente il fatto che le nuove tecnologie stanno creando nuove dipendenze. Ci sono ragazzi che rimangono chiusi nella loro stanza per giorni interi a chattare e a giocare ai videogiochi. Questo è un problema più raro, ma anche più serio. E cominciano a nascere nuovi specialisti che si occupano di queste patologie. In questo caso il nostro compito di Festival delle emozioni è quello della messa in guardia e delle prevenzione. Si avanzano anche problematiche di tipo fisico: la luce blu degli schermi impedisce il formarsi della melatonina e la melatonina favorisce il sonno. Poca melatonina, poco sonno. Ma le tecnologie non sono in sé negative. Non vogliamo certo tornare ad una società senza energia elettrica o senza televisore. Allora la soluzione non può essere che la “dieta”. Quando eravamo cacciatori e raccoglitori passavamo tutta la giornata a cercare il cibo. Dopo che abbiamo imparato a produrre il cibo e a produrlo industrialmente non passiamo tutto il giorno a mangiarlo. Anzi abbiamo avuto necessità di introdurre la dieta. E la soluzione ai problemi connessi con l’uso delle nuove tecnologie non può essere che una “dieta tecnologica”. Il punto è quello di non permettere alle nuove tecnologie di interferire con il sonno, con lo studio e con la vita familiare. E bisogna farlo con la negoziazione, con l’educazione e con l’esempio. Questo e altro ancora nell’incontro con la Prof.sa M. Beatrice Ligorio sabato 6 aprile.

 

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