La Lega rispedisce le accuse di Procaccini. Durigon: «Siamo una forza inclusiva che guarda a programmi e idee, non alle poltrone»


C’è grande agitazione in vista delle prossime elezioni che indicheranno il successore di Nicola Procaccini, volato a Bruxelles a ricoprire il ruolo di europarlamentare di Fratelli d’Italia. Ecco dunque che dopo le sue dimissioni si dovrà votare per scegliere il nuovo sindaco e il fatto che ci possa essere una coalizione unita di Centro Destra al momento sembra essere una possibilità molto remota.

Così ieri in una conferenza stampa della Lega, di Forza Italia e della lista Sciscione sono emerse tutte le distanze che al momento separano queste tre forze politiche da Fratelli d’Italia che da parte sua non sembra avere alcuna intenzione di condividere il nome del prossimo candidato con quelli che invece dovrebbero essere i suoi naturali alleati.

Distanze acuite dalla risposta dura dell’ex sindaco ed oggi Europarlamentare Nicola Procaccini.

In merito abbiamo interpellato uno dei massimi dirigenti locali della Lega. Badate bene, Non lega Nord come scritto sul comunicato di Procaccini. Proprio da questa che sembrerebbe essere una connotazione per sminuire la forza del Partito di Salvini, parte la nostra intervista a Claudio Durigon.

Onorevole, dunque siete ancora Lega Nord come vi definisce Procaccini oppure la Lega è ormai un partito radicato in tutta Italia e guarda al sud per crescere ancora?

«Spero che quello letto nel comunicato di Procaccini sia solo un mero refuso. Del resto, oggi tutti nel Paese conoscono la forza aggregante della Lega. La Lega non è più solo il partito del Nord, ma rappresenta il 34% degli italiani come hanno dimostrato le ultime elezioni europee. Una forza aggregante per tutta la Coalizione di Centro Destra cosi come è nelle intenzioni di Salvini e immagino anche in quelle di Giorgia Meloni. Poi qui in provincia e a Terracina sopratutto dove Procaccini lo sa bene, c’è stata semmai in precedenza l’esperienza di Noi Con Salvini. Una lista che insieme alla lista Sciscione nel 2016 lo ha portato a ricoprire la carica di Sindaco della città. Se non fosse un refuso sarebbe un’arroganza.»

Chiarito che la Lega è una forza che rappresentata il 34% degli italiani e in provincia di Latina quasi il 40%, resta il fatto però che sabato la vostra conferenza stampa a cui Procaccini non ha partecipato, declinando il vostro invito, ha comunque fatto un bel po’ di rumore. Non trova?

«Guardi ho letto che Procaccini si è detto stupito e amareggiato degli attacchi e delle offese che avrebbe ricevuto. Ho ascoltato toni accessi, ma gli attacchi non sono arrivati certamente da noi della Lega. Le accuse a cui si riferisce Procaccini sono arrivate da chi fino a poco tempo fa ha governato insieme a lui. Da parte mia mi auguro che si possano chiarire queste situazioni abbastanza imbarazzanti per l’amministrazione uscente».

I*nsomma, ci pare di capire che pur nelle asprezze di un confronto serrato come quello che c’è stato finora, lei non chiuda del tutto la porta ad una coalizione unita per le prossime elezioni?*

«E’ naturale che sia così. Io spero ancora si possa andare tutti uniti perché sarebbe un bel segnale di compattezza da parte della coalizione. Ma per farlo bisogna condivere. Non si può pretendere di dettare le regole e aspettarsi che gli altri non possano esprimere un parere. Dobbiamo allargare la Coalizione, essere inclusivi e non chiuderci tra di noi, parlando di programmi condivisi. Ad esempio noi della Lega siamo usciti dalla maggioranza a Terracina per la delibera sullo Sprar, questo a testimonianza che teniamo alle idee e ai programmi e non alle poltrone. Ecco permettetemi di dire che se si parla di programmi e di idee noi siamo pronti a discuterne, se invece tutto si trasforma in un mero discorso di potere non ci interessa. A noi interessa la gente».

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