La teoria di Camila, la scrittrice Genisi presenta il suo libro al “Bianchini”


La scrittrice Gabriella Genisi torna a Terracina per presentare, martedì 24 c.m. alle 11.30 per gli studenti e alle 18.00 per la cittadinanza, presso l’Aula Magna dell’ITS A. Bianchini, il suo ultimo romanzo “La teoria di Camila”, edito dalla Giulio Perrone editore, pp. 157, €.13.00.

Dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto con il personaggio di Lolita che ha fatto della scrittrice pugliese la Montalbano al femminile del giallo italiano, la Genisi affronta di nuovo i temi più intimi e dolorosi dell’esistenza umana narrati in “Fino a quando le stelle” e “Come quando fuori piove”. E se nel primo, nello svolgersi di cinquanta anni di storia di una famiglia, viene messa in primo piano la sindrome di Alzheimer, del cui dramma non può che farsi carico una donna con tutta la forza e la sensibilità che solo le donne possono avere e nel secondo sono l’imprevedibilità del destino e la forza rigenerante dell’amore che rinnova la vita ad esserne i protagonisti, in questo suo ultimo romanzo viene raccontato il dolore del lutto, della perdita inesorabile, ma che giunge sempre inaspettata ed imprevedibile, del padre. Per Marco, il quarantanovenne ingegnere romano protagonista del romanzo, la notizia della morte del padre arriverà improvvisa a spezzare la normalità di una serata dedicata all’abituale partita a calcetto e sarà l’occasione per fare finalmente i conti con se stesso, per conoscere la vera natura della relazione con suo padre, per comprendere quell’uomo dal quale si era allontanato rintanandosi nel mutismo di una mai confessata incapacità affettiva, nella distanza del rancore e dell’incomprensione generati dalla mancanza del confronto e del tempo passato insieme, dalla incomunicabilità. Ora per Marco, eterno ragazzo incompiuto, è finalmente giunto il tempo di diventare adulto: «Esiste un tempo variabile per diventare adulti. Il mio arrivò un venerdì sera di fine giugno, dopo una partita di calcetto.» La morte non è mai facile da accettare e quella di un padre è un avvenimento che sconvolge tutto. «È quando perdi tuo padre che tutto cambia, che cresci di colpo, che scavalchi il muro e passi dall’altra parte della tua vita». Si diventa adulti facendo i conti con il proprio padre. Questo è il tema: guardare dentro quell’ambivalenza affettiva che contraddistingue la relazione tra padre e figlio. Diventare adulti vuol dire saper accettare la morte del proprio padre e superare il complesso edipico. Ma, e questo è l’aspetto bello, profondo e ricco di una delicata sensibilità e comprensione dell’animo umano che fa bene al cuore che la Genisi trasmette al lettore, non per uccidere definitivamente la figura paterna che può essere portatrice di difficoltà e delusione; piuttosto, per ritrovarla nella verità e sincerità dell’esistenza umana fatta di sofferenza e temporanea felicità, di complesse relazioni umane, di sogni e aspettative deluse o solo in parte realizzate, di esigenze materiali. Si diventa adulti ritrovando il proprio padre nella eterna esperienza dell’umanità. A volte perché questo accada c’è bisogno di un elemento catalizzatore, di una lezione di vita o di qualcuno che con la limpida semplicità del suo cuore sappia donarci una nuova e diversa prospettiva, affetto e amore per ridare speranza alla nostra vita. Per Marco questa persona sarà Camila, la badante ucraina che assisteva suo padre infermo a causa di un ictus e che gli era stata vicina fino all’ultimo istante. Con la sua teoria, con un semplice abbraccio, Camila riuscirà ad alleviare il dolore di Marco e riuscirà a fargli comprendere chi era davvero suo padre riunendolo a lui in un rinnovato ed eterno legame affettivo ed ideale: «Prendemmo il caffè insieme, seduti in cucina, uno di fronte all’altra. Era così strana la nostra intimità adesso che mio padre non c’era più. Mi metteva a disagio. La ragazza raccontò com’era andata quell’ultima sera, quali erano state le ultime parole del suo professore. Non lo avevo chiesto, in effetti. In quest’ultimo anno io e lei avevamo parlato pochissimo, e non so neppure se volevo saperlo. Forse no, certi dettagli sono inutili, aggiungono dolore al dolore. Ma Camila aveva bisogno di raccontare, di raccontarmi che gli era stata accanto fino all’ultimo respiro. Di averlo raccolto, quel respiro. In un abbraccio ancora». Un abbraccio, la teoria di Camila.

Con questo romanzo Gabriella Genisi si conferma una scrittrice capace di attraversare diversi generi letterari, dal giallo alla letteratura per ragazzi al romanzo intimista con uno stile originale ed unico con cui riesce con delicata e profonda partecipazione a raccontare i problemi e le inquietudini della nostra contemporaneità.

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