LA VITTORIA DI GAZZELLONI: UOMO VERO IN UN MONDO FINTO


Il successo incredibile nel campionato amatoriale è sicuramente merito dell’intero gruppo senza fare distingui tra i calciatori. Ma se questo gruppo per la terza volta ha raggiunto questa impresa il merito è stato senza dubbio del vulcanico mister Luigi Gazzelloni a cui va dato il merito di averlo creato, forgiato a sua immagine e somiglianza e difeso contro tutto e tutti. Si ispira a Silvio Bardini e non sppiamo se perché apprezza le sue doti da allenatore o perché è rimasto enfatuato da quando diede un calcio al sedere a Domenico Di Carlo. Torniamo indietro nel tempo precisamente a fine febbraio, siamo ai minuti finali di un derby di alta classifica che vede le due squadre a pari punti al secondo posto in graduatoria ad un punto della capolista Pop United. L’Hermada è in vantaggio per 2-1, la San Damiano attacca e reclama un rigore per un fallo di mano in area di un difensore dell’Hermada che si era sostituito all’ottimo portiere. Finita la partita Gazzelloni entra in campo per sfogare la sua rabbia e nel parapiglia probabilmente appoggia le mani sul petto del guardalinee che scivola in terra dopo alcuni secondi. Ne segue una lunga squalifica, che butterebbe giù un elefante. L’amarezza è tanta sia per il derby perso, sia per il campionato che sembra andato, e per una lunga squalifica che il mister considera ingiusta. La voglia di mollare è tanta, la squadra è scarica, perde a Priverno e scivola a meno sei dai cugini. Arriva la seconda in classifica Pop United al campo della Stazione e Gazza ha l’indiscusso merito di risollevare la squadra trasmettendo tutta la sua rabbia, la grinta e l’amore che prova per questi ragazzi. La squadra risponde vincendo 4-1 e il resto è ormai scritto nella storia. Piaccia o non piaccia Gazza è questo, vulcanico, folkloristico, irruento ma mai cattivo, è semplicemente un uomo vero, reale e come tutte le persone reali ha dei difetti. Difficilmente lo vedrai a fine partita fare i complimenti all’avversario che lo ha battuto, ma se lo incontra per strada mesi dopo, anche se ci ha discusso è il primo ad offrirgli una birra o un caffè perché se in quei maledetti 90 minuti si prende troppo sul serio, successivamente ha sempre la capacità di stemperare gli animi e di non prendersi troppo sul serio. E in un mondo in cui prevale la logica dell’apparire soprattutto sui social, noi ad un personaggio così capace di commuoversi dopo l’ennesimo campionato vinto ci sentiamo di ringraziarlo per averci dato una dose di spontaneità e di pazzia in quest’epoca troppo spesso finta.

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