La voce dei bambini


21 marzo, primo giorno di primavera e prima esperienza di cittadinanza attiva dei nostri bambini che quest’anno la festeggiano difendendo gli alberi. Alcuni giorni fa qualcuno ha tagliato dei pini, troppo vicini alla nostra scuola (Giovanni Paolo II ndc) per non accorgercene e, bimbi, insegnanti, genitori, abitanti del quartiere più sensibili alla salvaguardia del verde, hanno deciso di esprimere il loro dissenso, di chiedere che non ci siano altri tagli, di potare e ripulire i pini rimasti, in vista della sistemazione del nuovo parco che dovrà sorgere in Via De Angelis. Un piccolo-grande raduno di grandi e piccini, canzoni, colori, un girotondo e qualche striscione preparato dal comitato dei genitori, danno vita a un momento collettivo di intensa energia, che, aggiungendosi alle attività di educazione ambientale proposte ai bambini, nel corso dell’anno, forse arricchisce ulteriormente la loro esperienza, perché la trasforma in scuola di vita cittadina. A che serve infatti, insegnare loro il rispetto e l’importanza degli alberi, se poi non traduciamo tutto questo in gesti ed esempi concreti di tutela e attenzione all’ambiente circostante? Se permettiamo, insomma, che alberi a noi vicini possano essere tagliati sotto i nostri occhi indifferenti? Senza entrare nel merito delle responsabilità, in questo caso specifico, in generale, nella nostra città, sembra mancare una se pur minima cultura ambientale. Capitozzature, pessime potature, tagli facili, incuria nei parchi cittadini, uso di diserbanti indiscriminato, sono segnali di una diffusa inconsapevolezza dell’importanza del patrimonio arboreo e delle aree verdi pubbliche, polmoni per una città, sempre più brutta e assediata dal traffico e dal cemento. A tutela del diritto alla bellezza del paesaggio, a un’aria respirabile, a luoghi dove è possibile il contatto con la natura, la scuola è uscita allo scoperto in difesa di quei pini. L’ha fatto nel suo stile, attivandosi con creatività, voglia di fare ed essere presenza attiva e migliorativa per tutti. Ora, con fiducia, attendiamo che gli alberi rimasti siano curati al meglio; che il nuovo parco possa diventare una piccola oasi in un territorio dove, a parte il giardino della scuola, ci sarebbero ormai solo asfalto e cemento. Nella speranza che un giorno, tutti capiscano, che prendersi cura dell’ambiente è prendersi cura di noi stessi.CATIA MOSA 2

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