Laboratori e tecnologia, pioggia di finanziamenti per il “Bianchini”


Un successo dietro l’altro per l’istituto tecnico statale “Bianchini” di Terracina, per i suoi docenti e per il dirigente scolastico Maurizio Trani. L’istituto si è infatti aggiudicato il finanziamento per ben due progetti volti a migliorare le strutture e l’offerta formativa delle scuole. Progetti che consacrano la scuola di via Marandola come una scuola superiore innovativa, tecnologica, digitalizzata, inclusiva, aperta al territorio di riferimento in uno scambio che riguarda non solo l’aspetto formativo e occupazionale, ma anche quello culturale e civico nell’ottica di una generale evoluzione della città.

Dopo il laboratorio con la stampante 3D e a pochi giorni dall’inaugurazione della Biblioteca digitale aperta a tutti i cittadini, il Miur ha approvato altri due progetti presentati per ottenere i finanziamenti previsti dai fondi strutturali europei allo scopo di realizzare dei laboratori innovativi per lo sviluppo delle competenze di base e migliorare gli ambienti deputati all’apprendimento: un FabLab in biblioteca e il potenziamento del laboratorio di chimica con una nuova strumentazione digitale.

Il FabLab per la biblioteca e un laboratorio di chimica all’avanguardia

Il primo progetto, che si è aggiudicato un finanziamento di circa 25mila euro, è stato realizzato con la collaborazione dell’architetto Fabio Sorrentini che si è occupato dell’adeguamento degli ambienti della biblioteca per trasformarla non solo in un luogo di piacevole lettura e di studio con l’ausilio di strumentazioni e applicazioni digitali, ma anche di spazio dove attuare laboratori di scrittura e lettura e organizzare attività ed incontri di carattere letterario, artistico e culturale. Il progetto per il potenziamento del laboratorio di chimica si è aggiudicato un finanziamento di circa 75mila euro e prevede la riqualificazione del laboratorio tramite l’acquisizione di strumentazioni all’avanguardia che possano favorire l’apprendimento delle competenze professionali richieste dalle imprese 4.0. La dirigenza e il corpo docenti del “Bianchini” credono molto nel corso chimico e nel suo sviluppo perché la chimica da un punto di vista didattico miscela più specializzazioni aiutando lo studente a comprendere la complessità della realtà e dei suoi fenomeni, ma soprattutto è oggi alla base delle innovazioni nel campo delle nuove fonti di energia, della salute e delle biotecnologie, dei materiali innovativi e delle discipline tecnologiche, dell’agricoltura e della difesa dell’ambiente con la nuova figura del chimico verde. Un campo vastissimo e di grande interesse per le imprese del nostro territorio, per le quali al Bianchini si preparano le figure occupazionali del prossimo futuro.

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