Lega-Salvini premier: «Ora una sanità al servizio dei cittadini»


«Il Presidente della Regione Lazio, nonché segretario del PD, dopo aver chiuso 7 Ospedali solo nella nostra Provincia (Minturno, Gaeta, Clinica Villa Azzurra Terracina, Priverno, Sezze, Cori), impoverito le strutture ospedaliere rimaste, emarginato la medicina del territorio, esulta in quanto la Regione Lazio è uscita dal Commissariamento, per responsabilità anche dei governi regionali passati». Nuove accuse piovono sul Partito democratico da parte della Lega.

«Ma la situazione dell’assistenza sanitaria non è migliorata. Sono davanti a tutti gli effetti devastanti di questa politica di tagli lineari e di abbassamento drammatico delle condizioni di assistenza sia a livello ospedaliero che territoriale. Anni per un’ecografia, per una tac per una visita oculistica o dermatologica.Liste di attesa che si allungano sempre di più, impossibilità ad effettuare accertamenti diagnostici, nonostante la Regione abbia introdotto i codici di priorità, assolutamente non rispettati con la beffa che oltre a non effettuare gli accertamenti nei tempi indicati dal medico in ricetta, costringono gli utenti a ritornare dallo stesso per farsi allungare il codice di priorità. Continuano le emergenze nei Pronto Soccorso e la farsa dei Punti di Primo intervento, prima cancellati, poi ripristinati, poi chiamati con nome diverso. In sostanza ci troviamo di fronte ad una sanità pontina, ospedaliera e territoriale, nemica dei cittadini. Ciò scaturisce anche da un’Azienda Sanitaria che brancola nel buio, non ha adeguata classe dirigente, moltiplica in modo burocratico posizioni apicali, servizi e dipartimenti  disinteressandosi  dei reali ed efficaci livelli di assistenza socio sanitaria. Riteniamo sia necessaria una svolta vera ed una politica di programmazione, riorganizzazione funzionale e reale collegamento ospedale-territorio, per ridare ai cittadini un assetto sanitario adeguato alle reali esigenze delle popolazioni. Particolare attenzione dovrà essere data al Polo Pontino dell’Università ed alla formazione professionale delle nuove figure socio sanitarie. Partendo dalla rete dell’emergenza urgenza (ad iniziare dalla drammatica carenza di Anestesisti, compreso 118 e Guardia Medica), dall’adeguamento del personale ospedaliero, dal potenziamento della sanità del territorio (Medici di Medicina Generale, ulteriore apertura di Ambufest, Specialistica Ambulatoriale, Consultori e Servizi Sociali  oltre agli altri presìdi territoriali, Telemedicina), solo per indicare alcune importanti realtà,  bisogna mettere l’utente al centro  e costruire un’assistenza sanitaria degna di questo nome. Il taglio degli sprechi, delle duplicazioni  l’ottimizzazione delle risorse, costituiscono la premessa indispensabile e necessaria per valorizzare le risorse professionali che pure esistono nella realtà sanitaria provinciale».

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