Lettera ‘r’, la norma (sbagliata) di 20 anni fa che blocca l’accesso al credito delle imprese


“Una norma scritta 20 anni fa rischia di frenare l’accesso al credito nelle regioni, rendendo i finanziamenti per le imprese più lenti e più costosi”.

A dire la sua sull’argomento è il terracinese Silviano Di Pinto, direttore commerciale nazionale di Ats – Gruppo Confesercenti Nazionale, noto esperto in Italia degli strumenti pubblici di garanzia per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

“La lettera ‘r’ della Riforma Bassanini (dlgs 112/1998, art. 18, comma 2, lettera ‘r’) permette alle Regioni di escludere o a limitare la garanzia diretta del Fondo Centrale di Garanzia sul credito, a favore delle controgaranzie rilasciate dai Confidi – continua Di Pinto –  Una previsione ormai anacronistica, scritta prima dell’avvio effettivo del Fondo Centrale di Garanzia e definitivamente superata dalle ultime riforme di quest’ultimo, che obbliga le imprese che vogliono accedere alla garanzia prestata dal Fondo di garanzia per le PMI sui finanziamenti, a richiedere l’intermediazione di un Confidi.
Un terzo soggetto che allunga i tempi ed i costi del finanziamento, anche per le spese legate alla concessione della garanzia. E che non gode delle agevolazioni previste per Fondo.
La garanzia pubblica diretta, infatti, presenta commissioni fortemente basse e gratuite per il mezzogiorno e per l’imprenditoria femminile e giovanile, ed è a ponderazione zero, non necessitando l’accantonamento per l’80% del finanziamento da parte dell’istituto di credito.
Condizioni non disponibili in caso di accesso al credito attraverso l’intermediazione Confidi.
Non a caso, nelle Regioni che hanno esercitato il diritto previsto dalla lettera ‘r’:
– È diminuito il credito erogato alle micro, piccole e medie imprese;
– È aumentato il costo dei finanziamenti, anche a causa delle spese per la garanzia dei Confidi
– Si sono allungati i tempi di erogazione nei confronti delle imprese.
Cosvig promuove l’accesso al credito garantito dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI del commercio, del turismo e dei servizi attraverso una consulenza specializzata e una forte presenza territoriale.
Il nostro obiettivo è incrementare il credito alle PMI, che l’applicazione della lettera ‘r’ limita invece fortemente.
Nelle tre Regioni dove l’opzione è stata già sperimentata per un periodo più lungo – Toscana, Abruzzo e Marche – i risultati evidenziano che non si sono prodotte condizioni migliori di accesso al credito per le imprese, che è invece diminuito, né condizioni di sviluppo per i confidi, andando anzi in controtendenza anche con l’imminente riforma del Fondo di Garanzia, che prevede operazioni tripartite tra banche fondo e confidi al fine di valorizzare il ruolo di questi ultimi.
Per questo chiediamo che le disposizioni previste dalla lettera ‘r’ della Bassanini vengano cancellate: un intervento necessario per eliminare uno dei principali ostacoli all’utilizzo del fondo di garanzia per le PMI, una norma ormai superata che sta riducendo fortemente il credito concesso alle imprese nelle Regioni”.

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