L’I.C. di Borgo Hermada intitolato ad Alfredo Fiorini


L'IC di Borgo Hermada intitolato ad Alfredo Fiorini. Anxur Time

Da oggi l’Istituto Comprensivo di Borgo Hermada porta il nome di Alfredo Fiorini, il medico comboniano ucciso 23 anni fa durante la sua opera di missionario in Mozambico. Una intitolazione fortemente voluta dal dirigente scolastico Loredana Mosillo, tra l’altro sua compagna di scuola al Liceo.

alfredo fiorini

Alfredo Fiorini

Questa mattina alla cerimonia erano presenti altri compagni di scuola, le autorità civili, militari e religiose, il Commissario prefettizio Erminia Ocello e alcuni ex amministratori e i famigliari di Alfredo: i genitori Tilde ed Elio, le sorelle Patrizia e Roberta, il fratello Fabio, cognati e nipoti. La targa è stata scoperta dal papà di Alfredo e dalla professoressa Mosillo dopo la benedizione di Don Amedeo Passeri, insegnante di religione di Alfredo nei primi anni ’70.

 

Una cerimonia particolarmente toccante, iniziata con l’Inno di Mameli cantata dagli alunni dell’Istituto e proseguita con la lettura di un tema di Sara Isotton su Alfredo, canti tipici dell’Africa e i discorsi del dirigente Loredana Mosillo, della portavode del Ministero della Pubblica Istruzione, della rappresentante degli alunni della Scuola di San Felice Circeo e di Giovanna Mammaro, Presidente dell’Associazione Alfredo Fiorini. Nel corso della cerimonia è stata messa in evidenza la figura di Alfredo, studente modello, amico di tutti e con una grande predisposizione d’amore per il prossimo.

 

la targa dell'IC di Borgo Hermada che porta il nome di Alfredo Fiorini. Anxur Time

la targa dell’IC di Borgo Hermada che porta il nome di Alfredo Fiorini

Particolarmente toccante il momento in cui alcuni ragazzi hanno fatto l’appello della classe del Liceo anno scolastico ’70-’71.

I compagni di scuola di Alfredo hano risposto “presente”, e al nome di Alfredo Fiorini tutti si sono alzati in piedi tra gli applausi del pubblico. Prima dello scoprimento della targa Elio Fiorini ha voluto ringraziare i presenti e la sorella Roberta ha letto una favola de lei scritta al figlio Giacomo per spiegargli chi era zio Alfredo. Ad Alfredo sono già intitolati l’ospedale cittadino e la biblioteca del Liceo Leonardo Da Vinci.

 

 

 

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