Lì nel mezzo, tra il dialetto e i Clash


A cura di Filippo Di Girolamo

Ci risiamo. Angelo Marzullo non ha resistito. Non ha resistito alla tentazione di fare quello che più gli piace. Scrivere poesie e parlare dei Clash, che in fondo sono le sue passioni. Scrivere in dialetto non è certamente una novità per lui; dopo aver pubblicato nel 2016 ‘Eve più mej quanne se steva più pegge’ (Innuendo Editore) è tornato da poco in libreria con i ‘Sonetti’ (euro 10,00, pp. 64), editi come il precedente da Massimo Lerose e con prefazione di Elvio Ceci. Angelo torna così a deliziarci con versi a tratti ironici, a tratti commoventi: perché in fondo lui è un ‘Poeta Pank’ che muovendosi liberamente ’Fuori Controllo’ dalle regole ci racconta dell’amore per Terracina, catapultandoci nei suo angoli e personaggi più disparati: basti pensare alle poesie in dialetto ‘Ju Lungomare’, ‘I Deserte chiama’, ‘Pasolini’, o quelle altrettanto belle, in lingua italiana, come ‘Eligio’ o ‘Ave Armando’. Ma lo spazio stringe, e debbo necessariamente parlarvi dell’altra novità, quella cui tiene di più. Un progetto al quale ha lavorato per tanto tempo e che adesso ha un titolo: parliamo di ‘Why London Calling?” (euro 15,00, pp.117) appena pubblicato con 26 Lettere, casa editrice fondana, e dedicato alla sua inseparabile compagna Angela Petruzziello. Il punto di partenza, è il suo amore viscerale per i Clash. In questo saggio, che gode della prefazione del giornalista nonché musicista Paolo Fusi, Angelo parte dal 2011, quando la BBC scelse come inno dei giochi olimpici di Londra, previsti per l’anno seguente, il brano London Calling, suscitando la perplessità della stampa: com’era possibile che la scelta fosse ricaduta su una canzone tanto ambigua, di protesta, per un evento di massa così importante? Per indagare le ragioni profonde alla base della controversa decisione, il nostro ripercorre correre le strade nebbiose della Londra della fine degli anni Settanta, dove tutto ebbe inizio, e rievocare l’incredibile vicenda di una delle band più famose di tutti i tempi. Buona lettura e…Go straight to hell, Boy!

 

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