L’illusione della fuga


Il bombardamento di Sonnino. Anxur Time

Quanto si dice il destino! Erano riusciti a scampare alle bombe che piovevano sulla loro Terracina, ma non furono capaci di evitare quelle che caddero su Sonnino, paese dove si erano rifugiati

Bombardamento Sonnino. Anxur Time

Una targa ricorda un’abitazione colpita dai bombardamenti a Sonnino

E’ la storia di un nutrito gruppo di terracinesi, che si interpicarono su per le balze montuose del paese ausono, per tentare di sfuggire, da sfollati, alle intemperie della guerra. Era il 4 settembre 1943, quando gli aerei alleati colpirono rovinosamente Terracina, seminando terrore e lasciando dietro di loro una scia di morte e di distruzione. Da lì cominciò l’esodo verso i paesi vicini. Da lì ebbe inizio una sorta di gemellaggio tragico con Sonnino. Si ritenevano al sicuro, gli sfollati.

Invece… Gino Manicone nel suo saggio “Sonnino e la sua terra”:”Tale massiccio esodo fece in breve raddoppiare il numero degli abitanti del paese con tutti i pesi e le conseguenze derivanti da tale congestione. Per tutti c’è sempre e comunque un magro pasto e un riparo per la notte, offerto generosamente dalla gente sonninese. L’idea di tanta sicurezza subì, però, un vero tracollo tra l’aprile ed il maggio 1944 allorquando gli Alleati effettuarono due violenti bombardamenti di natura terroristica sul paese. Particolarmente efferato fu il secondo, che interessò anche gli sfollati”.

<<Era il 17 maggio 1944 quando avvenne un bombardamento aereo su via Arringo- testimonia Maria Luigia Dei Giudici vedova Zizzi- e rimasero uccise ben 19 persone, molte delle quali erano venute da Terracina a Sonnino per salvarsi, invece perirono tragicamente sotto le bombe>>.

I nomi dei caduti sonninesi: Ambrifi Luigi di Gabriele, Bernardini Elisabetta di Giuseppe, Bono Paolo fu Agostino, Cirilli Luigia fu Raffaele, Gasbarrone Giovanni fu Antonio, Gasbarrone Giovanni di Domenico, Grande Secondina di Giosuè, Grenga Amalia fu Tommaso, Grenga Maria Grazia fu Tommaso, Monacelli Maria Pia di Pasquale, Manicone Maria Pia fu Pietro, Rossi Maria Grazia di Luigi. Un contributo di sangue fu dato anche dai caduti terracinesi: Del Monte Giuseppina di Silviano, De Santis Erminia fu Rutilio, Fusco Savina fu Valentino, Lauretti Giovanni di Mario, Pannozzi Leo di Saverio, Pernarella Paolo di Alberto, Venturi Brigida fu Erasmo. Particolarmente sconvolgente quello che avvenne nell’abitazione del nonno di chi scrive, Andrea Bono, detto in paese “ciccolupo”. Mia madre Rosa e mia zia Concetta erano andate in campagna col carretto. In paese era rimasta solo mia nonna, che doveva sbrigare alcune cose.

Continua il racconto di Maria Luigia Dei Giudici:<<Maria Grazia Grenga, quella mattina del 17 maggio 1944, era uscita di casa per andare nell’orto retrostante la casa a dare da mangiare al maiale nel porcile. Una bomba cadde addosso alla povera donna che morì. Il maiale invece si salvò. Ai soccorritori si presentò uno spettacolo orribile. La donna, il cui corpo giaceva privo di vita a terra, era monco del capo. Ci vollero ben quindici giorni per ritrovare la testa della povera donna poggiato sul del filo spinato e ricomporla. Durante il bombardamento aereo nella abitazione di Andrea Bono, ben undici persone che erano all’interno furono accumunate nel destino di morte. Eppure una persona, Giovanna Bono, si salvò dall’urto dello scoppio della casa e uscì viva dalle macerie di dolore e morte di Sonnino>>.

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