Liste d’attesa infinite, l’affondo di Simeone sulla sanità regionale


Liste d’attesa infinite, ospedali in apnea: «La Regione passi dalle parole ai fatti». Lo chiede il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone. «Nonostante annunci e promesse, le liste d’attesa restano lunghe ed estenuanti nei nostri territori. Urge cambio di passo della Regione. Non possiamo non constatare il protrarsi di una forte criticità del sistema sanitario regionale, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. Si tratta di un problema che tutti, al di là del colore politico, abbiamo il dovere di affrontare con serietà e pragmatismo. Prendiamo atto degli ultimi dati forniti oggi dalla stampa, secondo i quali sono davvero poche le prenotazioni fissate entro i 60 giorni previsti dalla legge. Nel Lazio e a Roma in particolare, per ben 24 tipi di appuntamenti, le prenotazioni fissate entro i tempi standard sono comprese solo tra il 50% e l’89%. Stando alle indicazioni provenienti dagli organi d’informazione, invece all’Asl di Latina, per 23 dei 28 esami monitorati, i tempi d’attesa massimi sono rispettati in quota inferiore del 50%. La razionalizzazione delle liste di attesa rappresenta un obiettivo prioritario, al fine di ottenere che l’inquadramento diagnostico e le successive terapie non siano ingiustificatamente procrastinati compromettendo la prognosi e la qualità della vita. Esiste purtroppo nel Lazio, ma anche nel resto d’Italia, una forbice molto ampia tra la percezione reale che i cittadini hanno della sanità e dell’accesso alle prestazioni e alle cure e la realtà dei fatti. Il governatore Zingaretti e l’assessore D’Amato prendano atto che ad oggi i miglioramenti auspicati non si sono ancora visti. Gli utenti della sanità laziale chiedono fatti e non parole. E’ del tutto evidente che la razionalizzazione e la riorganizzazione di strutture e servizi non ha prodotto il potenziamento dei punti di forza del sistema. L’ospedale di Latina, quello di Formia, quello di Fondi e di Terracina dovevano essere valorizzati e potenziati. Gli interventi previsti sono ancora come coloro che son sospesi come dimostrano, ad esempio, i ritardi nella realizzazione dei lavori di ampliamento e la ristrutturazione del Goretti di Latina. Il traguardo tanto sbandierato negli scorsi anni del Dea di II livello appare un ricordo sbiadito, soprattutto alla luce dei problemi legati al mancato potenziamento dei servizi e alle carenze di organico. Il sovraffollamento del Pronto Soccorso sembra non conoscere limiti, ampliando ulteriormente la sensazione di disagio e di malessere dell’utenza del capoluogo. L’emergenza personale è diventata strutturale in tutti gli ospedali, come pure la sottrazione dei servizi e la riduzione delle prestazioni. In diversi dipartimenti mancano tuttora i primari. Falle che si accentuano se pensiamo che il Dono Svizzero di Formia rappresenta un riferimento anche per il Fiorini di Terracina e il San Giovanni di Dio di Fondi a loro volta costretti ad un limbo di incertezze. Il San Giovanni di Dio di Fondi è diventato la caricatura di se stesso a causa del mancato potenziamento dei servizi e del personale che erano stati assicurati da Zingaretti e Casati. Non siamo mai stati contrari alla razionalizzazione ma siamo fermamente contrari a questo declassamento di strutture e servizi che Zingaretti attua metodicamente sul nostro territorio. Da parte nostra, per cercare di dare una sterzata all’immobilità sanitaria, siamo recentemente riusciti a far approvare due emendamenti al documento di economia e finanza regionale 2019-2021. Il primo riguarda l’inserimento tra le priorità della Regione, della realizzazione dell’ospedale del Golfo. L’altro concerne l’inserimento tra le 31 strutture ancora da realizzare, della casa della salute di Priverno. Ma non basta. Serve un cambio di passo rapido. Servono misure straordinarie ed urgenti per adeguare il personale e rendere i reparti pienamente funzionanti. Zingaretti e Casati si attivino affinchè gli interventi promessi da anni diventino reali e non restino solo sulla carta».

Share this post