L’ora delle scelte


Il Terracina calcio si appresta a vivere una delle domeniche più lunghe della sua storia. Contro il San Cesareo, infatti, i tigrotti giocheranno una partita delicata sia per le sorti della stagione (che resta ancora in bilico) che per quelle societarie. La dirigenza biancoceleste, coadiuvata dai membri dell’associazione “Mia Terracina”, ha promosso la campagna “Salviamola“, mettendo in vendita tutti i tagliandi della gara al prezzo unico di 10 euro. Una scelta di marketing e di cuore, strettamente connessa alle esigenze del club e alla tempesta “imperfetta” riversatasi dalle parti di via Ceccaccio in questa maledetta annata. Una decisione che attende riscontri positivi e risposte dalla città, dai tifosi e dall’intera comunità terracinese.

Mai come in questi concitati e cruciali momenti l’orologio della storia sembra tornare ai nefasti giorni dell’ultimo fallimento del 2010, condensando in un’ unica vicenda tutti gli elementi del passato: l’incertezza dominante, le velleità scalfite di una società inerme, la vicinanza di una parte del pubblico. E un pizzico di endemica indifferenza e freddezza del resto dalla città, ormai tanto consuetudinario quanto allarmante.

Contro il San Cesareo – nella sfida chiave per testare le reali ambizioni di una squadra in perenne crisi di risultati e senza allenatore – , il Terracina fa affidamento sulla professionalità dei suoi tesserati e sull’affetto del pubblico. Riempire lo stadio per per incendiare i cuori. Far divampare la passione nel momento più nero dell’ultimo quinquennio. Riabbracciare uno per uno i 1600 della sfida promozione col Sora, facendosi trascinare e guidare. Mano nella mano, ancora una volta.

Sembra un sogno, e probabilmente lo sarà. Però sognare non costa nulla, come alimentare illusioni. Quelle tenute vive nelle passate stagioni, vissute rincorrendo utopie fantastiche e restrizioni assurde, goal sfiorati e imprese da consegnare ai posteri. Domenica arriva la partita più importante, quella da non fallire. La partita della gente terracinese.

In Argentina riassumono l‘amore incondizionato e irrazionale per la propria squadra con un motto: “En la buenas siempre y en las malas, mucho mas”.  E proprio per questo – tra una manciata di giorni –  il responso degli spalti conterà più di quello del rettangolo verde. Sia in termini economici che affettivi.

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