Maltrattamenti in famiglia, misura cautelare per un 48enne


Gli Agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo specifica attività investigativa, hanno dato esecuzione all’Ordinanza che dispone la Misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un terracinese di 48 anni, resosi responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia perpetrati nei confronti della moglie.

L’uomo, dalla cui unione coniugale sono nati tre figli, tutti minorenni, nel corso degli anni si è reso responsabile di ripetute aggressioni all’interno delle mura domestiche, tutte indirizzate alla moglie. Questa, per il bene dei figli e per salvaguardare l’unità della famiglia, non aveva mai denunciato i gravi fatti e quando aveva subito delle ferite aveva evitato di portarsi al pronto soccorso. La donna, fatta oggetto di continue offese, minacce e schiaffi, lo scorso dicembre  nel corso di una delle repentine aggressioni scattate per futili motivi, aveva temuto concretamente per la propria incolumità. Il marito in preda ad una furia irrefrenabile aveva minacciato di buttare la donna dalla finestra. L’uomo le aveva anche lanciato degli oggetti colpendola, infine, al culmine della sua aggressione, aveva afferrato un coltello da cucina puntandoglielo alla testa. L’intervento dei figli e la richiesta d’aiuto alla Polizia impedivano conseguenze peggiori.

Le attività investigative, approntate dalla Squadra Anticrimine, consentivano di ricostruire alcuni degli episodi avvenuti in quell’abitazione e di chiedere ed ottenere un Provvedimento di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla vittima, notificato ed eseguito due mesi fa. Ciononostante i servizi di polizia predisposti a tutela della vittima facevano emergere la prosecuzione delle condotte moleste e persecutorie. Gli Agenti in borghese documentavano gli appostamenti sotto l’abitazione inibita all’indagato e le violazioni di questi al divieto di avvicinamento. L’uomo inoltre non si limitava a fare “sentire” la propria presenza in prossimità dell’abitazione della vittima, egli avvicinava anche dei parenti della stessa che “pressava” affinché riferissero alla moglie dei messaggi.

La donna già provata dalle vessazioni ed i soprusi di una vita,  crollava in uno stato di perdurante e grave ansia. Alla luce dei fatti, essendosi palesata del tutto inadeguata la misura cautelare in atto, veniva richiesto un aggravamento della stessa che il Tribunale di Latina condividendo le motivazioni del Procuratore Aggiunto di Latina Dott. Lasperanza accoglieva disponendo che l’uomo venisse ristretto agli arresti domiciliari.

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