MANOVRINA FINANZIARIA 2017


La Legge n. 96/2017, legge di conversione del D.L. 50/2017 (c.d. Manovra correttiva o Manovrina), ha introdotto importanti e numerose novità a livello fiscale.
Di seguito ne esaminiamo alcune.

Start up innovative
Dal 22 Giugno 2017 per modificare lo statuto di una startup innovativa costituita online si potrà utilizzare la piattaforma startup.registroimprese.it, disponendo dello statuto vigente e della firma digitale del Presidente dell’assemblea e di tutti i soci che hanno approvato la modifica.

Rilascio del certificato di regolarità fiscale in caso di rottamazione
In sede di conversione della manovra correttiva, è stato previsto che i certificati di regolarità fiscale nel caso di rottamazione dei ruoli, siano rilasciati ai debitori che si sono avvalsi della rottamazione limitatamente ai carichi definibili oggetto della dichiarazione stessa. La regolarità fiscale viene meno nel caso di esclusione dalla definizione agevolata.

Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA
La manovra correttiva 2017 penalizza imprese e professionisti, riducendo i termini per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti: il diritto alla detrazione dell’Iva sugli acquisti potrà essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo». Le disposizioni si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017. Per le fatture datate 2015 e 2016 continuano ad applicarsi le vecchie norme che consentivano il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo.

Contrasto alle indebite compensazioni
Viene abbassata da 15mila a 5mila Euro la soglia oltre la quale è necessario apporre il visto di conformità nelle dichiarazioni, per poter effettuare la compensazione. La modifica è stata attuata sia a livello delle imposte dirette sia a livello IVA. Restando in materia di Iva, il legislatore ha modificato i tempi a partire dai quali è possibile compensare il credito Iva annuale/infrannuale per importi superiori a 5mila Euro. Anziché dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione IVA (per il credito annuale) o dell’istanza (per il credito infrannuale), a partire dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione/dall’istanza da cui tali crediti emergono. E’ stata inoltre introdotta una disposizione secondo cui, nel caso in cui il credito utilizzabile in compensazione sia superiore all’importo previsto dalla norma, il modello F24 viene scartato direttamente dal sistema. Saranno appositi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate a fissare l’attuazione di tale previsione, e le modalità di comunicazione dello scarto ai contribuenti interessati.
Riassumendo, per quanto riguarda l’IVA,
– compensazione libera entro 5.000 Euro;
– compensazione con preventiva presentazione della dichiarazione IVA/istanza trimestrale munita di visto, per importi superiori a 5.000 Euro.
Le nuove disposizioni hanno previsto anche una specifica disciplina in materia sanzionatoria: il contribuente che compensa senza l’apposizione del visto, o se con visto apposto da un soggetto non abilitato, sarà punito con:
– il recupero dell’ammontare del credito utilizzato;
– la sanzione nella misura del 30%;
senza possibilità di utilizzare la compensazione per riversare l’imposta indebitamente compensata.

Per i titolari di partita Iva vengono introdotte ulteriori restrizioni sulle modalità di presentazione del mod. F24 con compensazione. In particolare viene previsto l’obbligo generalizzato di utilizzare i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per qualsiasi somma oggetto di compensazione, che riguardi crediti relativi a imposte sui redditi e relative addizionali, a ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’IRAP, all’IVA e ai crediti da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. Recentemente l’Agenzia delle Entrate, con al Risoluzione n. 68/2017, ha fornito l’elenco dei codici tributo il cui utilizzo in compensazione orizzontale obbliga i titolari di partita IVA alla trasmissione telematica del modello F24 mediante i servizi dell’Agenzia Fisconline/Entratel.
Locazioni brevi
L’art. 4 del D.l. 50/2017 ha previsto che a decorrere dal 1° giugno 2017 si applichino le disposizioni relative alla cedolare secca, con aliquota 21%, per le c.d. locazioni brevi, ossia per quei contratti:
– ad uso abitativo,
– di durata inferiore a 30 giorni,
– per i quali non è obbligatoria la registrazione,
– che possono prevedere anche la prestazione di alcuni servizi come la pulizia dei locali e la fornitura di biancheria,
– stipulati da persone fisiche private al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, o soggetti che gestiscono portali telematici
E’ possibile applicare la cedolare secca anche ai corrispettivi lordi derivanti da:
– contratti di sublocazione;
– contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario
Le nuove disposizioni hanno introdotto l’obbligo, per i soggetti che svolgono attività di intermediazione immobiliare di trasmettere i contratti conclusi tramite il loro operato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono i dati da comunicare.
In caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione, i soggetti sono puniti con la sanzione amministrativa da 250 Euro a 2.000 Euro
Qualora gli intermediari, o coloro che gestiscono portali telematici mettendo in contatto le parti della locazione:
– incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti;
– intervengano nella fase del pagamento del canone di locazione;
devono operare una ritenuta del 21% a titolo di acconto all’atto del pagamento al beneficiario. La ritenuta dovrà poi essere versata con il modello F24 entro il 16 del mese successivo. L’intermediario dovrà anche rilasciare la certificazione unica dei redditi assoggettati a ritenuta.
Nuova disciplina prestazioni occasionali
La legge regolamenta le prestazioni di lavoro occasionale tra due soggetti, utilizzatore e prestatore di lavoro, registrati e identificati nell’apposita piattaforma informatica INPS, nella quale avverranno anche i pagamenti.
Innanzitutto le prestazioni occasionali si definiscono con i limiti economici massimi, relativi ad un anno civile:
per ciascun prestatore, compensi complessivi di importo fino a 5.000 euro per tutte le prestazioni effettuate;
per ciascun utilizzatore, compensi complessivi fino a 5.000 euro per la totalità delle prestazioni utilizzate;
limite di 2500 euro per le prestazioni di ogni prestatore in favore dello stesso utilizzatore.
La nuova prestazione occasionale da diritto ai contributi previdenziali e all’assicurazione INAIL. Inoltre il lavoratore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, ed è soggetto alla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Alle nuove prestazioni di lavoro occasionale possono fare ricorso:
– le persone fisiche, non nell’esercizio di arti o professione, mediante il Libretto Famiglia;;
– le persone giuridiche mediante il Contratto Di Prestazione Occasionale “PrestO”.
IRI
La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto la disciplina dell’IRI (imposta sul reddito d’impresa), che consiste in una tassazione separata del reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, prevedendo che il reddito d’impresa sia escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e tassato separatamente con l’aliquota IRES, che dal 1 gennaio 2017 è al 24%.

dott. Silviano Altobelli

Consulenta Tributario

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