Marcuzzi replica: “Non ho minacciato nessuno”


«Ieri in consiglio comunale non ho minacciato nessuno, ho difeso il Comune, i funzionari e ho aspramente criticato le forze politiche che hanno strumentalizzato la vicenda pro Infantia. Solo chi ha la coscienza sporca può sentirsi colpito dal mio intervento». Non si fa attendere la replica del vicesindaco Marcuzzi in merito alla querelle sul caso Pro Infantia.

«Ho descritto, con estrema dovizia di particolari, ciò che prevede la rigenerazione urbana, tutto l’iter di 2 anni e mezzo per il rilascio del titolo della Pro Infantia, ho letto i pareri della Soprintendenza sull’assenza del vincolo monumentale (prima invocati e poi taciuti da chi mi accusa), ho parlato del problema PTPR, ho criticato PD e 5S per i loro comunicati non veritieri e contrastanti con altre iniziative simili alla Pro Infantia, ho criticato l’atteggiamento di chi è responsabile a livello locale di EuropaVerde e Legambiente per la strumentalizzazione delle associazioni ambientaliste per le loro mire politiche.
Ho detto che ci sono giustizialisti che guardano solo in casa di altri, mente credono che a loro tutto può essere concesso.
Ho detto che c’è chi predica bene e razzola male.

La cosa certa è che ho difeso l’onorabilità e la professionalità dei 2 funzionari comunali messi sotto indagine per un atto dovuto e ho confermato la piena fiducia ne lavori della Magistratura che valuterà serenamente quanto avvenuto fino ad oggi sulla Pro Infantia, nonostante alcuni sui loro profili social hanno già emesso la loro sentenza per lottizzazione abusiva, vantandosi che loro hanno contribuito a far rilevare questo reato.
Ho affermato l’estraneità della politica negli iter amministrativi degli uffici.
Ho evidenziato la gogna mediatica a cui è stata sottoposta la giunta da parte di chi fa sia esposti pretestuosi e sia interrogazioni in regione chiedendo lo scioglimento del comune.
Queste persone in ogni occasione ci associano a clan, ci danno degli affaristi, camorristi, mafiosi e quanto di peggio esce dai loro scritti.
L’unica cosa che non ho fatto è aver minacciato qualcuno.
Oggi chi sa di essere in torto vuole passare per vittima, approfittandone per rincarare la dose di insulti e diffamazioni verso l’amministrazione comunale, alimentando un clima d’odio e sospetto verso persone comuni a cui si augura la galera tutti i giorni.

Ho notato che dopo la macchina del fango, si è attivata anche quella del socorso rosso-verde con l’ingresso in campo delle minacce, queste sì, vere, provenienti dalla segreteria regionale dei Verdi che invoca il Prefetto per mettere sotto tutela la nostra Amministrazione Comunale poiché a rischio di criminalità. Come nella migliore tradizione recente di una cultura politica che ha avuto grandi esponenti nel passato, ma che oggi, arrancando nei consensi, cerca visibilità accusando gli avversari politici delle peggiori nefandezze, passando quali vittime di fantomatiche aggressioni verbali o minacce. Per costoro, e in particolare per la referente locale di Legambiente, qualunque voce contraria alla sua è una minaccia, è un crimine. È un modo di fare politica disgustoso.
Ribadisco: in Consiglio Comunale (c’è la registrazione a dimostrarlo ampiamente) ho illustrato, con estrema dovizia di particolari e precisione, tutto l’iter della vicenda oggetto del Consiglio stesso. Evidentemente questa meticolosità deve aver innervosito oltremodo chi da mesi allude ai peggiori (e immaginari) disegni criminali. Anche il mio riferimento ad una zona di Terracina sottoposta a vincoli, molto bella e sede di abitazioni di pregio, è stato capziosamente letto come una minaccia. Non mi presto più a farmi intimidire e insultare. Da nessuno».

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