Matteo Lodo sul tetto del Mondo


Matteo Lodo Campione del Mondo. Anxur Time

Per la quarta volta nella sua pur breve carriera, primo da seniores, Matteo Lodo è Campione del Mondo. Il 20enne canottiere terracinese è stato tra gli splendidi protagonisti della finale del 4 senza ai Mondiali di Aiguebelette (Francia) con Marco Di Costanzo (Fiamme Oro), Matteo Castaldo (RYCC Savoia) e Giuseppe Vicino (Fiamme Gialle).

Matteo Lodo Campione del Mondo. Anxur Time

Matteo Lodo (è il secondo) esulta

I quattro alfieri azzurri hanno relagato l’oro all’Italia in questa disciplina dopo venti anni. Una splendida finale con l’alfiere delle Fiamme Gialle di Terracina e i suoi compagni d’avventura che hanno risucchiato l’Australia, passando in testa negli ultimi 200 metri. Una chiusura in trionfo con quasi due secondi di vantaggio, con la Gran Bretagna che è riuscita a spuntarla per il bronzo sul Canada.

“Abbiamo fatto la gara come credevamo di farla all’inizio. ha detto Matteo Lodo-, la partenza è stata forte, poi l’Australia ha dimostrato di essere un equipaggio competitivo, ma noi siamo stati bravi a tenerli. Poi negli ultimi 600 metri siamo partiti, li abbiamo visti cedere un po’ e ci abbiamo creduto. Con gli australiani temevamo l’Olanda, ci aspettavamo forse qualcosa di più da loro, ma ciò che contava e nel quale abbiamo sempre creduto era la nostra vittoria, ed è arrivata”.

Matteo Lodo Campione del Mondo. Anxur Time

“E’ un successo dell’Italia di La Mura e di Peppe Abbagnale. Questi ragazzi sono stati fantastici e l’Italia deve essere orgogliosa di vederli a Rio il prossimo anno”. Queste invece del Presidente del CONI Giovanni Malagò.

Matteo Lodo può essere considerato l’astro nascente del canottaggio italiano ed Internazionale e in Francia ha avuto la giusta consacrazione. Ha vinto due Mondiali da Juniores e uno da Under 23. Due volte Campione Europeo, due secondi posti e un terzo in Coppa del Mondo. Dieci volte Campione Italiano.

Matteo Lodo Campione del Mondo. Anxur Time

Matteo è cugino d’arte grazie alla parentela con Alessio (oro alle Olimpiadi di Sidney) e Luca. Vivono praticamente nel giro di un centinaio di metri in Via Lungobotte. Alessio e Luca hanno provato l’ebrezza delle Olmpiadi con Alessio sul podio per tre volte. Matteo Lodo li seguirà il prossimo anno a Rio de Janeiro.

l'abbraccio tra Matteo Lodo e il Presidente del Coni Giovanni Malagò.Anxur Time

L’abbraccio tra Matteo Lodo e il Presidente del Coni Giovanni Malagò

Olimpiadi che deve ancora raggiungere l’altro alfiere terracinese delle Fiamme Gialle, Simone Venier con il quattro di coppia. Doveva chiudere almeno secondo nella finale B per staccare il pass olimpico.

Ai 500 metri ucraini in testa, Italia terza a otto decimi dal Canada secondo. La lotta per le prime due posizioni si accendeva poco prima dei 1500 metri. L’equipaggio canadese si lasciava scivolare nelle retrovie, la Nuova Zelanda sulla spinta del vicecampione olimpico 2008 in due senza George Bridgewater tentava un disperato recupero e per poco non rieusiva nel miracolo mentre l’Italia un po’ contratta provava a non perdere il treno dei leader.

Per Simone Vnier(ultimo nell'imbarcazione) Olimpiadi rimandate.Anxur Time

Per Simone Vnier(ultimo nell’imbarcazione) Olimpiadi rimandate

Il cronometro alla fine decretava il successo polacco di circa mezzo secondo sull’Ucraina campione del Mondo e i kiwi che per soli 5 centesimi dicevano momentaneamente addio al sogno olimpico. L’Italia è quarta (Mario Paonessa, Francesco Cardaioli e Francesco Fossi con Simone Vnier), e penserà a Rio 2016 nella gara di qualificazione olimpica di Lucerna programmata per il prossimo maggio.

Infine, quarto posto per il terzo terracinese in gara ai Mondiali. Paolo Di Girolamo (Forestale) e il suo otto pesi leggeri(barca non olimpica) sono giunti ai piedi del podio.

Paolo Di Girolamo (capovoga) quarto ai Mondiali. Anxur Time

Paolo Di Girolamo (capovoga) quarto ai Mondiali.

Questa imbarcazione ha tenuto la gara per tre quarti lottando in maniera serrata contro avversari davvero agguerriti come l’otto tedesco campione del mondo in carica. Gli ultimi quattrocento metri sono stati fatali per l’obiettivo podio che era alla loro portata.

 

 

 

 

 

 

 

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