Bufera sulle mense, dopo le firme dei genitori l’attacco politico: «Troppi errori»


Polemica sulle mense scolastiche, dall’opposizione in Consiglio e, ancora prima, dai cittadini arriva una protesta per il sistema di pagamento e delle tariffe del servizio di refezione scolastica. Nei giorni scorsi, una petizione con centinaia di firme è stata consegnata in Comune. L’iniziativa è subito rimbalzata sui banchi dell’opposizione, trovando nelle consigliere Ilaria Marangoni e Valentina Berti, rispettivamente di Forza Italia e Partito Democratico, esponenti sensibili al problema e decise a darne seguito. Da qui, un’interrogazione urgente presentata al sindaco Procaccini.

Il motivo del contendere è semplice: viene contestata la divisione delle tariffe in base all’Isee. In modo in giusto, sostengono gli oppositori, così come stabilito dal regolamento sul servizio di refezione approvato lo scorso dicembre e poi aggiornato successivamente. La redazione di anxurtime.it si era già occupata della questione, raccontando in tempo reale gli effetti degli ultimi provvedimenti del Comune. Ora che l’anno scolastico è cominciato, le famiglie degli alunni stanno toccando con mano gli effetti di quelle decisioni. E sono arrivate polemiche e lamentele. Secondo l’affondo di Berti e Marangoni, la delibera di giunta dello scorso luglio «determina un aumento del costo dei ticket per la mensa dopo la scadenza del termine ultimo di iscrizione degli alunni della scuola dell’obbligo». Una scorrettezza, continuano dall’opposizione, perché «alle famiglie è stata negata un’informazione trasparente, impedendo una corretta valutazione dell’offerta formativa per i propri figli nella piena consapevolezza dei costi accessori di quest’ultima». Insomma, le cose sono cambiate quando ormai le iscrizioni erano state fatte. Perché non prima? 

Altra questione, le fasce di contribuzione determinate in base all’Isee, l’indicatore economico. «Non sono adeguate – scrivono le consigliere di Pd e Fi – alle areali possibilità di spesa delle famiglie, in special modo se riferite a nuclei familiari con più figli a carico, e generano una scarsa attenzione alle condizioni socio-economiche delle stesse». E dopo anni di tassazione fortissima a causa del dissesto, sarebbe stata gradita «un’attività di acquisizione e di monitoraggio degli indicatori Isee più appropriata alle capacità di spesa delle famiglie». A questo punto la proposta: annullare o modificare gli ultimi provvedimenti, visto che il servizio di refezione scolastica è alle porte. Se necessario, avviare un monitoraggio per la composizione di nuove fasce di contribuzione adeguando le nuove tabelle alle reali possibilità di spesa.

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