Mense scolastiche, la replica di Tintari: «No Isee? Ingiustizia sociale»


Non poteva non arrivare la replica dell’assessore all’Istruzione e Politiche sociali Roberta Tintari sul caso mense. L’assessore e vicesindaco risponde punto per punto alle critiche e dice la sua: «Senza Isee sarebbe un’ingiustizia sociale».

L’assessore a Istruzione e Politiche sociali Roberta Tintari

«La polemica relativa ai costi delle mense scolastiche di Terracina, che dal prossimo 1 gennaio saranno determinati in base all’Isee, sta proseguendo su considerazioni errate e su un malinteso significato di reddito e di Isee». L’assessore all’Istruzione e Politiche Sociali, Roberta Tintari, replica alla lettera inviata all’Amministrazione Comunale di Terracina da parte dei rappresentanti dei genitori degli istituti comprensivi cittadini e corredata di quasi mille firme. «Partiamo dal presupposto fondamentale: reddito e Isee non coincidono. Il reddito è solo una delle voci componenti l’Isee che è un valore indicatore. La lettera contiene alcune affermazioni che sono inesatte. Si dichiara testualmente: “[…la fascia di reddito più alta paga il 100% a partire da € 20000 di Isee!”, affermazione che contiene l’errore di fondo, rinforzato dal punto esclamativo e dall’espressione in euro del valore. Un Isee pari a 20000 corrisponde ad un reddito notevolmente più alto di ventimila euro, spesso caratterizzato dalla presenza di beni immobiliari e mobiliari. Altra imprecisione: il Comune di Terracina ha stanziato per il servizio 550 mila euro e non 250 mila come dichiarato nella lettera. Le quattro fasce Isee sono state calcolate, come già detto in passato, in via provvisoria e che possono essere rimodulate in base alle certificazioni Isee che perverranno, avendo come priorità le agevolazioni per le famiglie a basso reddito secondo un principio di equità sociale. In base ad alcune proiezioni che gli Uffici hanno effettuato, è molto probabile che parecchie famiglie che oggi pagano 2,50 euro a pasto, rientreranno ora nella prima e seconda fascia, cioè quella da 1,14 e 2,05 euro. Per quanto riguarda la fascia più bassa – prosegue l’assessore -, se una famiglia non può garantire una spesa di 1,14 euro per un pasto di un bambino, a casa o a scuola, si pone un serio problema di capacità di mantenimento dei figli, e situazioni del genere sono già oggetto di attenzione da parte dei Servizi Sociali. Ad oggi il Comune di Terracina è uno dei pochissimi a non aver ancora adottato il sistema dell’Isee per le detrazioni relative ai servizi a domanda individuale e ciò rappresenta un elemento di ingiustizia sociale al quale si vuole e si deve ovviare. Per questo motivo non è possibile né giusto prorogare il termine stabilito del 1 gennaio 2019. Inoltre ribadisco, che sulla scorta delle informazioni acquisite tramite le certificazioni Isee, sarà possibile effettuare una fotografia credibile della condizione socioeconomica della città di Terracina. Intendiamo promuovere – conclude Tintari -, in accordo con le Dirigenti Scolastiche, una serie di incontri informativi con le famiglie per chiarire i termini e gli effetti dell’iniziativa».

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