MettiAMOci in cammino! Nuovo impegno dell’Ente parco Ausoni per il territorio


L’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi mette ogni giorno l’impegno delle proprie competenze a sostegno delle tre aree protette che gestisce, in un territorio molto variegato e attraente, abitato da comunità che lo vivono sapendo di condividere un patrimonio ambientale prezioso e ricco di qualità diverse, a volte uniche nella loro bellezza.

Continua a farlo, anche progettando, avviando e sostenendo programmi e  iniziative che possano consentire di conoscere e apprezzare sempre di più e meglio i tanti valori, e valenze, ambientali e paesaggistici, storici e culturali, che contraddistinguono queste aree geografiche complesse del Meridione laziale e che, di conseguenza, possono contribuire a rafforzare senso di appartenenza e responsabilità verso di esse da parte di quanti le abitano da sempre o anche da chi, più o meno abitualmente, le visita in soggiorni temporanei.

Così, con la Deliberazione del presidente avv. Bruno Marucci n.12 del 5 marzo 2021, l’Ente Parco ha avviato un nuovo programma per la realizzazione di interventi e azioni per la tutela, conservazione, valorizzazione, studio e ricerca, conoscenza, e fruizione del vasto sistema di percorsi, cammini e sentieri presente nelle tre aree naturali protette regionali gestite dall’Ente: il Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi e le due Riserve dei laghi di Canterno e San Giovanni Incarico.

Un territorio che comprende anche parte dell’antico confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio che a partire dal cippo n.1, ubicato in località Canneto nel Comune di Terracina, sul lato del Tirreno procede in direzione dell’Adriatico, attraversando il territorio di diversi Comuni compresi nell’area protetta.

“Nell’atto – dichiara il Direttore dell’Ente Parco dott. Lucio De Filippis – oltre i cippi di confine, si è evidenziato la presenza delle architetture, ancora in buono stato di conservazione, delle antiche dogane: dello Stato Pontificio, in località Epitaffio nel Comune di Terracina (LT), e del Regno delle Due Sicilie, in località Portella nel Comune di Monte San Biagio (LT)”.

Si è deliberato di stabilire, per gli ambiti territoriali di competenza dell’Ente Parco, una interazione con il progetto a valenza interregionale “Cippi Antichi Confini”, presentato a inizio aprile del 2019 dall’omonima Associazione e dal Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.

Un progetto che ha il fine di valorizzare un territorio che, oltre i valori ambientali, è ricco di storia e cultura, promuovendo, lungo l’antico confine, un turismo “lento”, sostenibile, e favorendo in questo modo anche il ripopolamento delle zone interne.

“Considerata l’articolazione del territorio delle tre aree protette gestite dall’Ente Parco – evidenzia il suo Direttore dott. De Filippis – e l’essere ente strumentale della Regione Lazio, intendiamo anche attivarci per avere un ruolo e una funzione di raccordo e coordinamento per le tante e valide esperienze già attivate da associazioni e gruppi locali, in vista di un confronto e una fattiva collaborazione tra tutti i portatori di istanze e interessi”.

“Oltre l’importanza e rilevanza degli aspetti ambientali, culturali e socio-economici di questa iniziativa – dichiara il Presidente dell’Ente Parco –riteniamo significativi anche quelli sul piano politico-istituzionale”. “Con riferimento – specifica l’avv. Marucci – sia agli eventi storici del Risorgimento che hanno portato all’Unità d’Italia, superando i confini dei Regni preunitari, sia all’attuale presenza dell’Italia nell’Unione Europea che ha portato e porterà a un sempre maggiore superamento dei ‘confini’ non solo amministrativi e socio-economici ma anche culturali, per una sempre maggiore integrazione delle culture e dei popoli d’Europa”.

“Camminare è conoscenza – dichiara il Direttore dott. De Filippis – e dunque cambiamento. ‘Solvitur ambulando’, rispondeva Diogene a chi lo interrogava sui paradossi: tutto si risolve camminando, cambiando il punto di vista cambiano i comportamenti, e le abitudini seccate in una ripetizione continua di gesti e azioni e iniziative senza frutti, cominciano a sciogliersi e trasformare. Gandhi, per dimostrare che un popolo in cammino non si può fermare, ebbe bisogno di organizzare una marcia del sale. Charles Darwin due volte al giorno s’incamminava, quasi come Dante a passeggiar la corte intorno errando, per rincorrere i pensieri che gli sfuggivano senza compiutezza. Camminare, dunque, ogni cammino porta il ritmo delle esistenze nostre quotidiane al contatto con il mondo, con la concretezza del rapporto storico con gli altri, e alla scoperta dello spazio pubblico e naturale, che così diventa un contesto condiviso, con un suo senso, un suo sentiero. Baudelaire scoprirà la parola ‘flâneur’, e ‘flânerie’ diventerà un modo di essere per chiunque abbia in testa una esplorazione libera, per vie diverse, delle città, dei paesi, delle nature, con i loro tratturi tracciati per raggiungersi…”.

“Per questo – conclude De Filippis – abbiamo apprezzato questo progetto sugli antichi sentieri e cippi di confine, lo progettiamo con fiducia e lo sosteniamo. Per aprire ogni confinamento, soprattutto in questa dura inedita e difficile condizione attuale, che le popolazioni stanno percorrendo…”.

Share this post