Migranti, il Pd spara a zero: «Comune responsabile per il flop dello Sprar, ora non si scandalizzi»


La decisione di sospendere l’adesione al piano Sprar, così come stabilito dal Comune, provoca la reazione immediata del Partito democratico di Terracina. Secondo il primo cittadino, non sarebbe stata rispettata la clausola di salvaguardia prevista da una direttiva del ministero dell’Interno dell’ottobre 2016. In sostanza, la direttiva sosteneva che l’attivazione del piano Sprar avrebbe messo al riparo il Comune dall’arrivo di nuovi stranieri mediante i flussi Cas, i centri d’accoglienza straordinari gestiti direttamente dalla prefettura.

Oggi – ha comunicato il primo cittadino Nicola Procaccini – sul territorio di Terracina ci sono ben 149 richiedenti asilo ospiti dei Cas. E una nuova struttura potrebbe aprire a breve a La Fiora. Ma il Pd ha da fare le sue precisazioni. E ovviamente nel mirino finisce il comportamento del governo cittadino. Che oggi lamenta che i patti non siano stati rispettati, ma che forse non ha fatto abbastanza affinché questi venissero rispettati.

Innanzitutto – fa sapere il circolo Pd attraverso Elio Zappone, esperto di immigrazione – la direttiva ministeriale proponeva la clausola di salvaguardia «da applicarsi nella misura in cui il numero di posti Sprar soddisfi la quota di posti assegnata a ciascun Comune dal piano di ripartizione dei migranti». La domanda sorge spontanea: il Comune di Terracina cosa ha fatto per attivare il piano Sprar? E quanti migranti ha accolto attraverso questo sistema? Zero. Approvata un anno fa, l’adesione si è persa per strada e non ha portato a nulla. Quindi, oggi, non si potrebbe rivendicare alcunché.

Sempre a proposito del piano di ripartizione dei migranti approvato all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), è prevista la presenza di 2,5 richiedenti asilo per mille abitanti. A Terracina ne toccherebbero 115. Insomma il Comune avrebbe dovuto ospitare 115 migranti tramite lo Sprar, e invece nulla. Senza contare che nell’aderire allo Sprar il Comune aveva previsto la presenza di 40 migranti, meno della metà di quanto previsto dall’accordo Ministero-Anci.

Il perché del fallimento del piano migranti del Comune, quindi, secondo il Pd sarebbe da addebitare interamente all’amministrazione comunale. Che per «motivi elettorali non si è assunta la responsabilità di aderire al piano Sprar», e adesso si ritrova circondato da Cas. Per questo – insiste il Pd – «non può scandalizzarsi oggi». «Alla luce di ciò, caro sindaco, visto che la campagna elettorale è finita da due anni, non pensa che invece di prendere in giro i cittadini de La Fiora sarebbe il caso di passare dagli slogan ai fatti mettendo in essere tutto ciò che consentirebbe di pretendere legalmente l’applicazione della suddetta clausola di salvaguardia?».

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