Monte Cucca: oggi il sopralluogo dei geologi della Regione


Ha avuto luogo nella prima mattinata di oggi il sopralluogo, da parte dei geologi della Regione Lazio, nel tratto prospiciente il Monte Cucca (zona La Fiora), dove nel settembre 2012 avvenne la frana che causò la temporanea chiusura della superstrada Frosinone-Mare e la soppressione del tratto ferroviario Terracina-Priverno/Fossanova.

Presenti al sopralluogo, oltre ai tecnici, anche i rappresentanti della piattaforma programmatica A.LA.Sociale, guidati dal Presidente Marco Senesi, e il dottor Vincenzo Di Iorio, della segreteria del consigliere regionale Enrico Forte, che da tempo si sta adoperando per risolvere l’ormai annosa questione del ripristino della sicurezza della montagna e del ritorno del treno a Terracina. I geologi hanno provveduto a effettuare tutti i rilievi del caso. Si evince, già da una prima analisi, che la situazione è rimasta sostanzialmente invariata e che continua a persistere lo stato di pericolosità, non solo per la ferrovia, ma anche per le case e per il tratto interessato della Superstrada Frosinone -Mare
“Un risultato importante quello di oggi. Ci dimostra infatti l’impegno che la Regione sta mettendo in questa vicenda rispettando i tempi previsti nell’ultimo incontro avuto a Roma -afferma il Pres. Ass.ne A.LA.SOCIALE, Marco Senesi – Da oggi diventa fondamentale continuare a rispettare i tempi e il percorso tracciato. Infatti, dopo il nuovo rilievo fatto dai geologi servirà convocare la commissione tecnica e questo è un compito che spetta sempre alla Regione. Dopodiché si detteranno le linee guida per la messa in sicurezza di monte Cucca dove la Stazione appaltante lo ricordiamo, non sarà più Rfi ma il Comune.

Serve ricordare inoltre che questi nuovi rilievi sono avvenuti dopo 4 anni dall’ultima valutazione e quindi andavano fatti. Un monitoraggio quello di oggi che continua a tenere come punto di riferimento i primi rilevi fatti al momento della frana. Possiamo quindi dire che aver intrapreso questo percorso, quello di aver diviso i due interventi, ci sta in qualche modo dando ragione. Infatti in passato si era deciso di affidare i lavori di messa in sicurezza e rispristino del tratto ferroviario ad Rfi per un valore di poco inferiore ai 10.000.000. Ml di euro.
Oggi le cose sono cambiate e questo in piccola parte è anche merito nostro. Infatti bisogna scindere gli interventi e le responsabilità. La montagna è di competenza della Regione e non riguarda solo la ferrovia ma l’incolumità di una comunità che come già detto più volte coinvolge Persone, Case e Infrastrutture. Che poi sono i parametri necessari per accedere ai fondi europei.
Cosa diversa è il ripristino del tratto ferroviario di competenza di Rfi. A cui bisognerà rivolgersi solo dopo aver messo in sicurezza Monte Cucca.
Volevo poi approfittarne per ricordare che per quanto ci riguarda siamo una semplice associazione culturale locale che non ricopre purtroppo o per fortuna incarichi istituzionali. Cerchiamo per quello che possiamo di essere cinghia di trasmissione tra la nostra Comunità e le Istituzioni. Possiamo quindi solo farci trovare presenti. Dare la nostra disponibilità, il nostro tempo, le nostre proposte e il nostro impegno confidando nelle istituzioni. Coltivando appunto la speranza che il percorso intrapreso sia risolutivo pur rimanendo sempre consapevoli che l’errore è dietro l’angolo e che le questioni importanti come questa della Messa in Sicurezza di Monte Cucca e del ripristino del Tratto ferroviario non si risolvono di certo con le belle parole. Chiediamo a tutti quindi, soprattutto a chi oggi ricopre ruoli istituzionali, di evitare di portare esclusivamente il dibattito sulla discussione fine a se stessa, perché questo sottrae tempo e risorse alla centralità del nostro impegno che è esclusivamente per la nostra Comunità”.

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