Monte Romano, confine linguistico


Monte Romano. Anxur Time

Quella montagna che, quando arrivate a Campo Soriano, vi trovate sulla destra è Monte Romano. Esso rappresenta non solo il punto più settentrionale del territorio terracinese, ma anche la cima più alta in assoluto (863 metri sul livello del mare). La sua sommità è stata scelta come frontiera tra Stato Pontificio e Regno di Napoli ed ancora oggi si incontrano qui i confini dei comuni di Terracina, Monte San Biagio e Sonnino. La vetta di Monte Romano fu luogo prediletto dai briganti inseguiti dalle gendarmerie di uno degli stati confinanti: bastavano pochi metri per mettersi in salvo oltrefrontiera.

Ultimamente ho fatto una scoperta strana quanto inaspettata: Monte Romano è anche una simbolica frontiera linguistica tra tre dialetti.

Mentre salivo in vetta, lungo un sentiero ancora in territorio di Terracina un cacciatore mi domandò: “Che vaje fine a sópe?”. Poco più avanti ho incontrato un legnaiuolo che saliva da Valle Marina ed anche lui chiese: “Jamme ‘n còppa?”. Al ritorno, ormai in territorio di Sonnino, un pastore volle sapere se ero stato…”fine ’n cima?” Come si vede quelle tre parole: “sópe, ‘n coppa e ‘n cima” costituiscono la discriminante linguistica che individua i tre dialetti: terracinese, campano e sonninese.

Segni questi ancor più stabili di quelle linee di confine che si incontrano sulla sommità di Monte Romano.

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