Museo della città: uso improprio?


In una città, che negli ultimi anni ha visto chiudere molti spazi ricreativi, dell’intelletto e del confronto pubblico, ancora una volta dobbiamo tornare a registrare l’uso improprio e promiscuo che si intende fare di quello che viene definito “museo della citta”.
L’occasione, in questo senso, ce la offre l’incontro che avverrà nei prossimi giorni a proposito della presentazione del libro scritto dall’ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

“A noi personalmente, delle verità dell’ex primo cittadino della capitale non interessa molto anzi, proprio nulla – si legge nella nota del segretario cittadino Daniele Cervelloni – Rileviamo solo che il momento per la presentazione di un libro diventi anche luogo per la propaganda politico/elettorale così come emerge dal manifesto di pubblicazione apparso sui social dell’evento.

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Quello che vogliamo però evidenziare più di ogni altra cosa, è l’ennesimo utilizzo errato che si fa di tale luogo che, a seconda dei bisogni, si trasforma prima in luogo ludico, poi in spazio culturale ed ora anche in area per l’approfondimento e la discussione politica. Il tutto, peraltro, senza alcun controllo e vigilanza.

Ebbene, tale fatto appare l’ennesima riprova dell’inadeguatezza di questa amministrazione comunale a proposito di gestione del patrimonio storico, artistico e culturale della città.
Sono passati circa cinque mesi dall’insediamento del sindaco Procaccini ed ancora non abbiamo capito bene come intenderà gestire questa enorme ricchezza.

Nel mese scorso abbiamo assistito ad una conferenza stampa del Sindaco e dell’assessore Cerilli a proposito della costituzione di una fondazione; in seguito, abbiamo invece appreso della volontà dell’amministrazione comunale di mettere a bando la gestione di alcuni beni, la cui delibera peraltro veniva approvata con l’unica assenza proprio dell’assessore alla cultura.

Pertanto, davanti a questa situazione di confusione politica e gestionale, il Partito Democratico torna a chiedere a viva voce il rispetto della destinazione dei luoghi, la loro preservazione, l’applicazione di un regolamento museale nonché, la nomina di un direttore del museo mediante bando pubblico.

Il tutto, affinché si torni da un lato ad utilizzare tale bene nella maniera più idonea ed opportuna e dall’altro, per non compromettere seriamente le possibilità di sviluppo sia in termini di ricchezza economica si in termini di prestigio e valore del sito”.

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