Nicola Procaccini ha concesso il bis


nicola procaccnii. il meglio deve ancora venire. anxur time

L’altra sera, in una Piazza Garibaldi gremita, lo spettacolo “Il meglio deve ancora venire” vol. 2 di Nicola Procaccini ha rappresentato l’ultimo atto di una campagna elettorale che lui stesso definisce con orgoglio “diversa”, il cui fil rouge è stato il tentativo di raccontare l’identità complessa e composita della sua terra. “La molteplicità di generazioni e categorie sociali, di territori, culture e convinzioni politiche è la più grande ricchezza di Terracina, se vincono i valori di unità e libertà”.

nicola procaccnii. il meglio deve ancora venire. anxur time

Autore e primo attore, il candidato sindaco ha chiuso così, tra prosa civile e musica popolare, teatro e poesia, il lunghissimo tour che ebbe inizio il 6 maggio 2015, pochi istanti dopo l’arrivo in Comune del notaio con le firme che decretarono la fine della sua amministrazione. “Sapevo che se avessi fatto passare anche un solo giorno, avrei dato ragione a chi ci voleva divisi. – racconta Procaccini – Ho approfittato di questi mesi per ripercorrere ogni angolo della mia città, ho parlato con migliaia di concittadini e ragionato con loro sui diversi problemi, individuando soluzioni concrete e possibili da realizzare velocemente se avrò l’opportunità di amministrare di nuovo Terracina”.

 

Il connotato civico è il secondo grande tema della campagna procacciniana: sul palco nessun big della politica extra terracinese, ma giovani talenti locali come Enrica Tara, cantante rivelazione dell’ultima edizione di X-Factor e Massimiliano Carlini, ultimo calciatore terracinese ad aver giocato in serie A, insieme all’omaggio al terracinese di adozione Nando Martellini e a Gigi Nofi, che ha consacrato il nostro dialetto all’immortalità. Davvero bello è stato anche l’incoraggiamento all’ex sindaco da parte dell’attrice e regista pluripremiata in questi mesi Eleonora Danco, privo di ogni connotazione politica, ma autentico e appassionato. E se un paio di settimane fa al Teatro Traiano si era parlato della nascita della pesca a Terracina o della storia dei pionieri di Borgo Hermada, stavolta è toccato a San Silviano, La Fiora, Il Frasso e Campo Soriano diventare protagonisti della scena con i ricordi e i racconti di Giuseppe Di Girolamo e Romano D’Auria, accompagnati da musicisti giovani quanto straordinari nel rinnovare con entusiasmo la vecchia tradizione degli organetti.

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“Durante il primo turno abbiamo discusso nelle piazze, nelle strade e nelle case il nostro programma elettorale, ben strutturato per temi e quartieri, emergenze e progetti ambiziosi – continua Nicola Procaccini – Devo dire che anche il confronto pubblico con gli altri candidati sindaco è stato prezioso: durante i dibattiti ho potuto beneficiare dello scambio di opinioni e lasciarmi ispirare attraverso di loro da buone idee e giuste analisi. Purtroppo la campagna del ballottaggio è stata tutt’altro: aggressiva, cattiva, figlia dell’illusione che, diffamando me, il mio avversario avrebbe potuto recuperare lo svantaggio del 5 giugno. Resto fermamente convinto del contrario. Terracina è stanca di lotte intestine e contrapposizioni violente e credo sia piuttosto alla ricerca di serenità e buon senso. Non ho la bacchetta magica per fare tutto e subito, ma ho molta buona volontà e l’esperienza acquisita al governo del Comune mi tornerà certamente utile per non perdere troppo tempo”.

Ora la parola spetta ai terracinesi. Comunque vada è stata una bella avventura collettiva. E non bisogna dimenticare che al di là delle opinioni, è importante che tutti vadano a votare per poter essere artefici del proprio destino.

 

 

 

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