Nicola Procaccini lascia…e raddoppia


La matematica non è una opinione è i numeri condannano la maggioranza del Sindaco di Terracina Nicola Procaccini mandandola a casa. Ma il modo in cui è maturata questa rovinosa caduta con le ultime tre firme dei consiglieri di maggioranza inaspettata, ha alimentato la rabbia di chi è stato beffato. Gianfranco Azzola, Angelo Scirocchi e Umberto Di Mario hanno dato il colpo di grazia firmando la sfiducia (13 firme in totale) al cospetto del “regista” Claudio Fazzone, Armando Cusani e Pino Simeone, ovvero la triade della politica pontina abile nel mandare in crisi Terracina alla vigilia della stagione estiva con tutti i danni che ne deriveranno. All’ingresso in aula consiliare l’ormai ex sindaco e i suoi assessori, oltre ai consiglieri rimasti, sono stati accolti dagli applausi dei presenti. “Quello che è successo non ha niente a che fare con la politica- ha detto-, ma se Fazzone è i suoi fedelissimi pensa di averci eliminato si sbaglia di grosso; avevo dei dubbi sulla mia ricandidatura, ora non li ho più”. Procaccini va poi nel dettaglio.”L’abile mossa di Fazzone-continua- non consentirà a Terracina di avere un proprio rappresentante nel nuovo cdA che si terrà il prossimo 14 maggio con tutte le conseguenze che ne deriveranno”. Sul modo in cui la sua Giunta è andata a casa Procaccini sottolinea che: “Potevano presentare la mozione di sfiducia in Consiglio Comunale senza questo tradimento. Cosa mi fa male? Il fatto che tra questi tre c’è anche un mio amico d’infanzia. Fazzone? E’ un politico che forza la democrazia. Mi fanno piacere gli applausi ricevuti e gli attestati di incoraggiamento, ma spero che il prossimo anno quando si andrà a votare i cittadini riflettano bene a quello che è successo oggi prima di dare il voto a chi non è di Terracina”. Gli fa eco il suo vice Gianfranco Sciscione. “Basta con questo personaggio di Fondi- ha detto in maniera accalorata- cari terracinesi dovete capire che a questa persona di Terracina non gli frega niente”. Quasi in lacrime l’assessore Roberta Tintari, scuri in volto i suoi colleghi. Dal pubblico qualcuno pensava di trovare i firmatari della sfiducia per un faccia a faccia. “Farò un esposto alla Procura della Repubblica- ha concluso Procaccini-, cosa succede adesso? Mi spiace martedì non ritirare formalmente la bandiera blu, avevo in programma in questi giorni incontri per scongiurare il trasferimento di alcuni uffici della Asl, ma mi preoccupa anche il destino del Tribunale, del Terracina Calcio e del Professionale Filosi senza considerare la paralisi alla quale la città andrà incontro in questa stagione estiva”. Il Prefetto nominerà il Commissario nelle prossime ore. Si andrà a votare fra un anno esatto. Saranno dodici mesi di lunga ed estenuante campagna elettorale. Non sono esclusi colpi bassi. Al di la degli eventi e del giudizio sull’operato della Giunta uscente, chi ci rimette davvero sono i cittadini che avranno un anno di paralisi(il Commissario potrà fare solamenmte l’ordinaria amministrazione ndc) proprio negli ultimi mesi del dissesto. E poi? La Lupa Castelli Romani è pronta a portare la Serie C a Terracina, ma adesso senza interlocutore cosa farà? Per il Tribunale sono settimane decisive, mentre il Filosi non può sperare nella nuova sede senza l’appoggio di una amministrazione comunale. La tanto amata e contestata pista ciclabile rischia di rimanere appesa senza quegli accorgimenti auspicati, e poi ancora il treno, l’ospedale e altri servizi. La Giunta Procaccini avrà pure commesso i suoi sbagli, ci mancherebbe, ma siamo sicuri che modi e tempi siano stati giusti? Il famoso cerino resta in mano ai terracinesi, per non dire altro. Fra un anno molti di loro si potrebbero ricordare di cosa è successo in campagna elettorale. Chi vivrà vedrà.

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