No alla mozione del Pd in Consiglio, Cervelloni: «Non vogliono il confronto»


«Il voto negativo espresso dal Consiglio comunale rispetto alla nostra mozione sulle politiche sociali, fa comprendere ancora una volta la natura autoreferenziale e poco incline al confronto di questa amministrazione comunale». Dal Pd di Terracina arrivano nuove critiche all’operato dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Roberta Tintari. «Nella nostra Mozione – si legge in una nota diramata dal coordinatore cittadino del Pd Daniele Cervelloni – oltre a delineare gli aspetti innovativi della legge regionale 11/2016 e del Piano Sociale Regionale, a cui il distretto comunque dovrà adeguarsi nell’imminente futuro per una nuova gestione dei servizi sociali, c’era l’intento di contribuire a determinare un cambio di passo nella gestione dei servizi sociali in ambito distrettuale.  Dal rigetto della mozione, purtroppo affiora invece dell’altro.  Emerge una volontà chiara di trincerarsi dietro il proprio ego amministrativo (le cose fatte), che impedisce di votare favorevolmente, una mozione giudicata comunque condivisibile, chiudendo la porta a qualunque confronto e dialogo politico. Nel contempo, non comprendiamo neppure la posizione assunta dall’altra parte dell’opposizione, ovvero la Lega, rispetto al proprio voto. Secondo le motivazioni offerte dal capogruppo Giuliani, il voto negativo avrebbe non motivi di valutazione politica della proposta, ritenuta anche qui apprezzabile, ma solo quella di carattere formale. Se cosi fosse, ci chiediamo e chiediamo a Giuliani, visto che ne fa un motivo di idoneità della mozione a raggiungere il risultato prefissato: quale dovrebbe essere lo strumento più idoneo ad indicare un percorso politico su cui impegnare un Sindaco e la sua Giunta comunale se non una Mozione (atto di indirizzo politico) discussa e votata in Consiglio comunale, ovvero nella massima assemblea eletta dai cittadini? Tuttavia, al di là del risultato ottenuto e del clima politico instauratosi, rimaniamo comunque soddisfatti del lavoro sinora svolto. Peccato solo che si sia persa l’opportunità di affrontare il problema  attraverso un confronto politico consiliare. Nelle prossime settimane continueremo comunque ad operare nella direzione indicata dalla mozione, ritenendo il tema del corretto funzionamento dei servizi sociali uno dei temi politici più importanti per la città. Un lavoro che misuri la proposta e l’azione politica sulla  base di un confronto non solo con le realtà locali operanti sul territorio ma anche con il confronto politico, il cui unico scopo è proprio quello di eliminare quelle distorsioni esistenti nel sistema tali che rendere lo stesso inefficiente o comunque non rispondente al reale bisogno esistente. Siamo convinti, infatti, che l’interesse dei cittadini, soprattutto in questo caso dei più bisognosi e disagiati, si curi attraverso una politica attenta al bisogno e alla necessità dell’individuo.  Un risultato peraltro voluto anche dalla stessa riforma che tra gli aspetti innovativi e più significativi per i cittadini, i volontari e tutti gli enti del terzo settore pone la precisa definizione dei livelli assistenziali delle prestazioni da attivare nel triennio del Piano, le modalità di programmazione partecipata per ogni singolo Piano di Zona distrettuale e le risorse effettivamente messe a disposizione per la loro realizzazione».

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