Off shore? Sel: “Nessun rimpianto”


“Quest’anno non ci sarà l’evento Off-Shore ma in città nessuno sembra essersene accorto e nessuno sembra averne fatto un dramma. Nessuna nostalgia per la kermesse che negli ultimi due anni si è tenuta a Terracina producendo tanto rumore e suscitando pochi entusiasmi”. Sel in una nota esprime il suo apprezzamento per la mancata organizzazione dell’evento. “Noi naturalmente accogliamo con molto favore l’estinzione definitiva dell’iniziativa e auspichiamo che in futuro agli eccessi di rumore e di velocità si sostituisca qualcosa di più sostenibile sotto tutti i punti di vista.

Ci teniamo a ricordare che per quella manifestazione sono stati spesi la maggior parte degli introiti proveniente dalla tassa di soggiorno che il Comune ha incassato negli ultimi anni. Un investimento che a ben vedere non ha lasciato alcun risultato positivo per la città di Terracina e che ha invece, di contro, sottratto risorse importanti ed utili alla gestione del patrimonio storico, artistico e culturale della città.

Noi vogliamo provare ad immaginare se quelle migliaia di euro fossero state usate non per ospitare motori roboanti, ma eleganti e silenziose barche a vela.

Si, siamo convinti che l’organizzazione di una regata di vela a Terracina avrebbe portato risultati oggi molto più tangibili. Si tratta evidentemente di una visione che ha origini che si possono collocare agli antipodi rispetto all’idea che ci ha offerto la vecchia amministrazione.

Una manifestazione velica non rimane circoscritta dentro i confini della definizione di mero evento sportivo ma è portatrice di un carico di valori simbolici molto forti e una risposta su come la nostra comunità intende valorizzare il mare come risorsa e come opportunità.

La  barca a vela è sinonimo di sostenibilità, di rispetto dell’ambiente, di un modo di vivere il mare con lentezza rispettando le regole e i voleri imprevedibili della natura marina. Nulla a che fare con la assordante invadenza dell’off-shore. Il nostro desiderio e il nostro auspicio è che in un futuro molto vicino, il nostro mare, una volta l’anno, diventi il palcoscenico di una selva di barche a vela che con il loro spettacolo contribuiscono a riscoprire nella sua interezza lo spirito con cui ognuno di noi è legato all’ambiente marino, per ripristinare con esso un rapporto sano ed armonioso e risvegliando la consapevolezza che è dal mare che traiamo il sostentamento vitale ed è da esso che si sviluppano molte opportunità per la nostra economia. Con l’off-shore è accaduto esattamente il contrario ovvero, che bolidi supersonici si sono presentati il giorno prima dell’evento, hanno fatto un chiasso infernale durante l’evento, ed il giorno dopo se ne sono andati. Risultato: non è rimasto nulla. L’organizzazione di una regata velica offrirebbe mille occasioni in più in termini di collaborazione e di confronto fra le diverse realtà veliche presenti già nel nostro territorio, nonché tra il nostro comune e quelli confinanti, con le isole del nostro arcipelago, con le associazioni sportive, con quelle ambientaliste, con le scuole. E vogliamo spingerci ancora oltre affermando che una regata velica sarebbe pienamente compatibile con un’area marina protetta quando in un futuro non lontano avremo finalmente vicino al nostro litorale anche un piccolo santuario per la flora e la fauna marina. Non solo, quindi, una semplice manifestazione sportiva ma una cultura nuova.

Con altrettanta sicurezza siamo convinti che da una manifestazione di questo tipo si avrebbero ricadute positive anche sul lato economico. Un più intenso coinvolgimento sportivo verso la pratica velica farebbe emergere una cultura del mare molto più profonda e variegata. Si svilupperebbero molto di più i circoli velici esistenti e sicuramente ne nascerebbero degli altri. Maggiori opportunità troveranno ad averle le attività legate alla vendita, al rimessaggio ed alla manutenzione. Si intercetterebbe quella parte importante di turisti legati al mondo della vela. Coinvolgerebbe tutta la città sulla esigenza di una riprogrammazione della fruibilità dei fiumi. E’ chiaro che le nostre non sono solo considerazioni ma anche l’assunzione di un impegno a sensibilizzare le istituzioni affinché si arrivi al più presto alla definizione di un percorso organizzativo che porti alla realizzazione di questo progetto, la cui fattibilità, escludendo il coinvolgimento di imbarcazioni di grandi dimensioni per gli oggettivi limiti imposti dalle strutture portuali, è tutt’altro che remota”.

Share this post