Offshore e ambiente, critiche del Wwf: Vogliamo amministratori coerenti


«Certe amministrazioni pubbliche più si appellano allo sviluppo sostenibile e più continuano a dare messaggi negativi sull’uso delle risorse naturali: ritorna l’offshore al Circeo». Lo sostiene in una nota il circolo Wwf Litorale laziale, che critica la scelta di ospitare i bolidi del mare al Circeo, come già avvenuto a Terracina in passato. «Sul sito del comune di San Felice Circeo fa bella mostra di sé un comunicato stampa in cui tra l’altro è scritto: Ad un anno dalla fortunata edizione 2018, che aveva visto un numerosissimo pubblico assistere alla gara di Campionato Italiano Offshore, i bolidi del mare saranno nuovamente in scena nella perla del litorale laziale a partire dal giorno 12 Aprile con la prima gara valida per il Campionato Europeo Classe 3D e la seconda gara Domenica dalle ore 14:00 valevole come finale del Campionato Europeo e prima gara stagionale del Campionato Italiano.

Al via previste circa 18 imbarcazioni suddivise in tre categorie: i veloci catamarani della categoria 3D/5000; i monocarena della classe Endurance Sport ed i battelli pneumatici della categoria Federale in collaborazione con Honda Marine. Questa categoria rappresenta la novità ed è una vera opportunità per quanti volessero avvicinarsi al mondo dell’offshore in maniera del tutto accessibile.

Iscritti al Campionato Italiano anche piloti dalla Francia, Belgio e Svizzera.

Durante il week-­‐end di gara si cercherà di raggiungere il Record Mondiale di velocità sulla distanza della Tommy One di Maurizio Schepici, una potente imbarcazione Offshore V1 di 14 metri motorizzata con due motori biturbo da 950 cv l’uno.

Non è proprio una gara ambientalmente sostenibile.

E pensare che il comune pontino è inserito in un Parco nazionale e sulla carta può vantare diverse iniziative in campo ambientale fino all’introduzione del Marchio ecologico del Circeo che nel disciplinare afferma:

Con il riconoscimento del “Marchio Ecologico del Circeo” il Comune di San Felice Circeo si pone l’obiettivo di qualificare le strutture che adempiono agli obblighi sul corretto svolgimento della raccolta differenziata e che dimostrano una attenzione alle tematiche ambientali.

In questa iniziativa l’aspetto ambientale, ma soprattutto l’impatto negativo sull’ambiente non è stato minimamente preso in considerazione.

Una gara di offshore non è compatibile con la presenza della posidonia oceanica del SIC (Habitat 1120, codice IT6000013) istituito dalla Regione Lazio con deliberazione di G.R. n. 1534 del 21.11.2002 per la conservazione della diversità biologica dell’area marina e del progetto di ripopolamento del mare tanto desiderato dalla marineria della pesca.

La nostra associazione è già intervenuta sulla questione quando l’offshore sbarcò a Terracina

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2013/10/15/mondiali-offshore-a-terracina-incrociamo-le-dita-per-il-nostro-mare/

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2014/08/29/altre-gare-di-offshore-a-terracina-no-grazie-abbiamo-gia-dato/

Attendiamo amministratori avveduti e coerenti che finalmente prendano a cuore la tutela di questa risorsa naturale rappresentata dal mare che è una fonte ragguardevole dell’economia di tutta la costa.

Esistono altre forme di gare marine in cui la mobilità è decisamente sostenibile e possono servire da richiamo per un turismo di qualità rispettoso dell’ambiente.

In altre zone d’Italia per attrarre turisti si fanno gare di nuoto, tornei a remi e regate veliche.

La vela, appunto.

Abbiamo circoli velici su tutta la costa e amministratori capaci di uscire da uno stretto municipalismo potrebbero promuovere in maniera corretta la cultura del mare avviando regate da Gaeta al Circeo passando per Sperlonga e Terracina. Certamente all’inizio non avremmo una partecipazione tipo barcolana triestina ma avvicineremmo al mare i cittadini durante tutte le stagioni e non solo nelle affollate giornate estive».

Share this post