Ospedale di Terracina, anche il Pd ha la sua mozione


Nella giornata di ieri, attraverso la consigliera comunale Valentina Berti, il Pd ha depositato una Mozione al consiglio comunale  inerente all’Ospedale di Terracina.

«Come sezione locale del PD – si legge in una nota diramata dal segretario cittadino Daniele Cervelloni – rispetto alle polemiche di questi giorni, inerenti ad un servizio evidentemente provvisorio e di carattere meramente emergenziale, abbiamo sentito la necessità di sostenere una più ampia ed articolata posizione. Se una cosa questa pandemia ci ha insegnato è che nella gestione ed organizzazione dei servizi della salute dobbiamo adottare paradigmi e schemi nuovi.

Lo stesso Direttore generale della ASL, Giorgio Casati, di recente ha richiamato  la  necessità di operare su uno schema di integrazione, cooperazione, superamento di steccati organizzativi.

In questo senso, abbiamo quindi avanzato le nostre richieste al Consiglio comunale atte ad impegnare il Sindaco a sostenerle sui tavoli di competenza.

In primo luogo, mai abbandonare la visione strategica di insieme in quanto si può contrastare un evento terribile come questo se tutte le componenti pubbliche e private sono in grado di lavorare in modo sinergico in cui, però, i processi di programmazione e pianificazione non possono non essere esercitati dal decisore pubblico. Nello specifico, non possiamo non riflettere come i più esposti a questa epidemia siano stati proprio i più anziani e fragili nei confronti dei quali è opportuno mettere in atto modelli di salute proattivi in grado di far spostare servizi ed operatori verso gli stessi piuttosto che obbligare gli anziani di andare alla caccia dei servizi e della ricerca di cure.  La medicina di comunità e l’infermiere di famiglia possono essere una prima risposta alla criticità che l’invecchiamento della popolazione ci impone.

Del pari, non va trascurato neppure il ruolo che nella cura e tutela della salute può avere l’ospedale tanto da obbligarci a rivalutare e a valorizzare gli ospedali di Terracina e Fondi la cui organizzazione in presidio, autonoma ed interdipendente, va sicuramente verificata ai fini del ripristino della funzione.

In modo particolare, va potenziato in mezzi, uomini e servizi l’ospedale Fiorini nel quale coesistono tre componenti: l’ospedaliera, l’universitaria e la distrettuale-territoriale.

Quindi, non solo la semplice richiesta di un  servizio come quello ambulatoriale, a nostro avviso meritevole di attenzione solo in un quadro così disegnato, ma un articolato piano riorganizzativo che tra i DEA di Latina e Formia qualifichi ancor più la vocazione dei moderni ospedali di Terracina e Fondi. La nostra posizione, quindi, rispetto soprattutto alle polemiche politiche sorte in questi giorni a causa della chiusura dell’ambulatorio di ostetricia, che ha portato il Sindaco a scrivere al Presidente della Regione anziché al Direttore generale della ASL, unico vero autore competente della decisione sanitaria, è quella di rifuggire da sterili battaglie campanilistiche e di posizionamento evidentemente politico-elettorale, affermando, al contrario, un’azione politica congiunta più ampia, incisiva ed articolata, che sappia rimettere al centro della discussione il valore sociale del diritto alla salute nelle sedi opportune dove certe battaglie dovrebbero essere realmente e significativamente condotte.

In questo senso, quindi, l’obiettivo è quello di migliorare la sanità pontina non con gli annunci, ma attraverso la proposta di una migliore organizzazione sanitaria a cui chiedere anche nuovi investimenti utili a rendere più efficiente l’organizzazione territoriale ed il lavoro dei nostri operatori sanitari che, già durante questa emergenza, hanno comunque dato ampia dimostrazione di abnegazione e professionalità, riducendo in maniera importante il pericolo di contagio nella popolazione».

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