Pasquale Lauretti: il calcio come stile di vita


Una vita spesa tra i polverosi campi dell’intera regione, correndo a perdifiato appresso al pallone. Quello vero. Sangue e sudore, passione e disinteresse. Pasquale Lauretti in tutta la sua carriera professionale ha bruciato le tappe rivestendo qualsiasi ruolo societario, prima nel San Martino e poi nel Città di Terracina, per finire con la breve parentesi nel Terracina calcio e con la sua “creatura”, quella Vis Terracina del patron Serafini trascinata dalla Terza Categoria al derby col Terracina. Da cenere a furore.

Su di lui hanno scritto poesie e narrato racconti epici, imbastito trame oscure e leggende omeriche. Un uomo a tutto tondo, spigliato e verace, ma in nessun modo banale. Quando la domenica mattina il magazziniere alzava bandiera bianca, Pasquale si reinventava custode e col suo stile umile e inconfondibile tracciava le righe del campo. E se un qualsiasi mister era impossibilitato ad allenare una qualsiasi squadra del settore giovanile, il direttore sportivo Lauretti trovava il tempo per guidare la nave in tempesta verso il porto più vicino.

Nel suo percorso sportivo si è guadagnato i galloni sul campo di battaglia, optando sempre per  il bene comune al mero tornaconto personale. Nel cuore ha sempre custodito il biancoceleste della Vis Terracina, nella mente, invece,  il calcio giovanile. Dai “suoi” floridi vivai sono venuti fuori talenti cristallini e uomini già formati, atleti che hanno solcato (e solcano tutt’ora) palcoscenici prestigiosi in tutta Italia e ragazzi di “provincia”.

La genuinità come marchio di fabbrica di un personaggio unico. Agli annali restano le sue lacrime di gioia sprigionate dopo la salvezza della Vis nel campionato di Promozione del 2006, o le battute velate di sarcasmo postume l’ultima retrocessione. Perché Pasquale non è mai stato per le mezze misure. Tutto o niente. Amato (molto) oppure odiato (poco). Uno degli ultimi e fieri esponenti di quel calcio genuino e “tradizionale” tanto lontano quanto rimpianto. Oggi più che mai.

Uomo immagine di un mondo periferico e di “provincia” ormai agonizzante, ma sempre vivo nella memoria della gente, Pasquale Lauretti manca a quel mondo come l’acqua nel deserto. Proprio  lui, che di deserti ne ha attraversati molti nella sua vita, borsone in schiena e borracce e documenti in mano, trasformandoli in oasi di felicità e risultati. C’era una volta. E speriamo ci sarà di nuovo. ..

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