Pd: “Valorizzazione dei beni culturali? Come ai tempi di Nardi”


La gestione della cultura a Terracina fa discutere. Il Pd non condivide il percorso di questa maggioranza.

“Il nostro intervento è mirato alla presentazione della nostra mozione consiliare volta ad affermare la ferma opposizione al bando indetto dall’amministrazione comunale circa l’affidamento di Palazzo Tescola e della Casa-Torre de Acso a soggetto privato – scrive in una nota il segretario del Pd Daniele Cervelloni – In secondo luogo, quello di proporre alla cittadinanza, alle associazioni culturali e alle forze produttive cittadine l’elaborazione di un Manifesto culturale ed uno Statuto della cultura e della creatività in grado di rimettere in ordine un settore del tutto ignorato se non proprio sviluppato dalla maggioranza di centrodestra.

Ebbene, in merito alla prima questione, oltre ribadire ciò che abbiamo già detto ampiamente in un precedente e significativo articolo circa le motivazioni dell’inopportunita e della dannosita di tale scelta, c’e da riscontrate l’assenza di una volontà politica dell’amministrazione comunale a discutere la mozione al primo consiglio utile del 28 febbraio prossimo.

Infatti, in conferenza dei capigruppi, la maggioranza si è opposta fermamente alla possibilità di discussione della mozione nonostante che ciò venga ampiamente previsto e garantito dal regolamento comunale all’art. 18.

Una opposizione chiaramente strumentale che lancia un ulteriore velo di impermeabilità sia sulla discussione politica sia sulla regolarità dei processi democratici interni del Consiglio comunale.

In secondo luogo, la proposta ambiziosa di un Manifesto culturale e della redazione di uno Statuto della cultura e della creatività.

Il PD in questo senso cerca di allargare più possibile alla cittadinanza una proposta che possa finalmente definire delle linee guida per la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città.
In una nazione ricca di storia e cultura come la nostra fa specie che in una città come Terracina non si possa costruire un progetto unitario volto a rendere pubblici e a sistema dei beni il cui valore potrebbe rappresentare un’opportunità assoluta di sviluppo.

Purtroppo in questo l’amministrazione Procaccini non si differenzia da quella Nardi.
Si continua a procedere in maniera estemporanea come se i beni in questione fossero ad appannaggio di qualcuno e non di tutti.

L’auspicio è dunque quello di fare fronte comune avverso questa cattiva interpretazione della gestione dei beni storici per evitare così non solo la loro perdita a favore dei privati ma anche, di riflesso, la riduzione degli spazi culturali e ricreativi.

A tal ultimo proposito, la dimostrazione è data dall’incapacità dell’amministrazione di fornire alle tre associazioni escluse dalla Torre de Acso un luogo in cui esercitare la propria attività associativa.

Una questione, peraltro, di difficile risoluzione sia in virtù dell’assenza di luoghi fisici adattabili a spazi pubblici sia per la mancata rivendicazione di quegli spazi pubblici previsti a seguito degli ultimi Project financing e mai oggetto di pretesa da parte dell’amministrazione Procaccini”.

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