Pendolari, cittadini di serie B


Riceviamo e pubblichiamo uno sfogo di un cittadino terracinese costretto a “convivere” con alcuni servizi scadenti (e costosi) legati al trasporto pubblico con l’auspicio che qualche amministratore risponda alle problematiche e soprattutto risolva le questioni sollevate.

“Lungo tutto il litorale pontino Terracina rappresenta purtroppo il fanalino di coda relativamente a diverse questioni – scrive il lettore – Le problematiche che vivono quotidianamente i cittadini vanno dalla viabilità, alla mancanza di illuminazione in varie zone della città, alla burocrazia che strozza nelle sue maglie qualsiasi tipo di iniziativa. Quello su cui vorrei richiamare l’attenzione dell’amministrazione non rappresenta invece solo un problema per i terracinesi, ma una vera e propria ingiustizia con cui devono fare i conti (nel vero senso della parola) studenti e lavoratori pendolari, ovvero i costi connessi alla necessità di spostarsi per motivi di lavoro o di studio.

Il primo onere che pesa sulle spalle di molti nostri concittadini è rappresentato dagli oltre 40 euro mensili necessari solo per raggiungere, su bus o navette spesso fatiscenti e non puntuali, la stazione di Monte s. Biagio, visto che ancora non si sono ottenuti risultati concreti per il ripristino della nostra stazione ferroviaria. Penserete che si potrebbe spendere circa la stessa cifra e viaggiare con più comfort con la propria vettura no, purtroppo non è così. Tralasciando il fatto che molti non dispongono di un’automobile da utilizzare esclusivamente per recarsi alla stazione, la vexata quaestio è rappresentata dal tributo che i terracinesi devono versare nelle casse del comune limitrofo per usufruire dei parcheggi antistanti la stazione, ben 30 euro mensili che si riducono della metà per i residenti. Pensare che la stazione in questione avrebbe dovuto richiamare nel proprio nome la città di Terracina!
A conti fatti, il doversi spostare quotidianamente a Monte S. Biagio non rappresenta più soltanto un disagio per i terracinesi ma un gravame che intacca in maniera non indifferente il proprio bilancio domestico. Manteniamo comunque viva la speranza che chi di dovere riesca a trovare delle soluzioni alternative allattuale realtà dei lavoratori e studenti pendolari, affinchè questi ultimi non permangano ancora per molto tempo nella loro condizione di cittadini di serie B”.

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