Pesca e risanamento ambientale, il “Filosi” propone due nuovi indirizzi


E’ in atto il dimensionamento della rete scolastica provinciale previsto per l’anno scolastico 2019/2020 e per le scuole secondarie di secondo grado, visto che le Province devono acquisire i pareri degli organi collegiali degli istituti interessati, l’istituto Professionale di Stato “A.Filosi” di Terracina ha deliberato la richiesta di due nuovi indirizzi:quello di Pesca commerciale e produzione ittica e quello di Gestione delle acque e risanamento ambientale. Ciò nel rispetto delle linee guida emanate dalla Provincia. L’indirizzo di “Pesca commerciale e produzioni ittiche” è pensato allo scopo di formare allievi con competenze tecnico-professionali in grado di seguire tutte le diverse procedure della filiera produttiva del settore ittico, in un’ottica di sviluppo, di innovazione professionale, di realizzazione di un’acquacultura sostenibile.

La Preside del Filosi, Anna Maria Masci

«Si vuole dare una risposta forte – si legge in una nota dell’istituto diretto dalla preside Anna Maria Masci – alle richieste professionali del territorio prestando un’attenzione particolare anche alla filiera interna di formazione: il Filosi è un istituto enogastronomico che può rendere complementare il nuovo indirizzo rispetto a quelli già esistenti ed offrire formazione pienamente rispondente alle esigenze del territorio. Si acquisiranno notevoli e molteplici conoscenze, da quelle operative come manutenzione degli impianti fino a quelle dei fondamenti teorici quali la legislazione marittima , la tecnologia della pesca, la biologia delle specie ittiche, la chimica dei nutrienti e componenti dell’acqua. Gli studenti potranno acquisire le tecniche di allevamento, conservazione e lavorazione del prodotto e saranno in grado di conoscere le fasi di organizzazione della logistica e della gestione del lavoro. Saranno a conoscenza delle normative e dei protocolli amministrativi, e della gestione dei mercati. La figura in uscita, maschile e femminile, si affaccerebbe, quindi, al mondo del lavoro con competenze che innovano l’attività di pesca aumentando la competitività e la professionalità del territorio».

C’è poi la proposta di “Gestione delle acque e risanamento ambientale”, che è sicuramente di assoluta novità negli ordinamenti scolastici nazionali. Esso – prosegue l’istituto – permetterebbe agli allievi che si diplomano di intervenire nella tutela e nella gestione delle acque sotterranee, superficiali interne e marine. La loro preparazione verterà sulla conoscenza dei processi e degli impianti e sull’acquisizione delle tecniche di intervento operativo per la tutela del territorio, con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche ed ambientali. Gli allievi saranno in grado, infatti, di gestire zone umide, realizzare interventi per la produzione di acqua potabile e industriale, effettuare attività di gestione e manutenzione ordinaria delle risorse idriche e ambientali con conoscenze sulle fonti di inquinamento fisico e chimico e microbiologico e con conoscenze sui principi di risanamento ambientale. Sapranno occuparsi dei reflui, controllare e gestire gli argini e le cose, le rive dei laghi e dei fiumi, analizzare schemi di bacini e infrastrutture, diagnosticare guasti, contribuire alla manutenzione di reti idriche e fognarie. 

«Il nostro territorio è, infatti, per tradizione storica, frutto di grandi opere di bonifica, esso è costituito da una rete di canali alimentati tutt’ora da capillari impianti e idrovore. L’esistenza, quindi, sul territorio di un Indirizzo relativo alla gestione delle acque, viene motivata anche dalla necessità urgente di personale qualificato nel settore. Il risanamento ambientale risulta essere, inoltre, una grande priorità nazionale e la formazione impartita garantirebbe nuove leve per garantire le tanto auspicate e necessarie pianificazione e conservazione delle risorse».

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