Piano di gestione dei rifiuti del Lazio, l’analisi del Wwf


A gennaio la Regione Lazio ha emanato le linee strategiche del Piano di gestione dei rifiuti su tutto il territorio regionale. E, numeri alla mano, il Wwf prova ad analizzare la situazione. «Vengono comunicati due dati che – sostiene il gruppo ambientalista – riconoscono implicitamente l’inefficienza gestionale del processo fondato su raccolta differenziata e trattamento meccanico biologico (TMB) del residuo. Quest’ultimo serve a inertizzare l’eventuale frazione organica ancora presente nel residuo e a recuperare altro materiale. Il primo dato, molto preoccupante, fissa al 17% della raccolta differenziata gli scarti di lavorazione della stessa. Il secondo, oggi sicuramente ottimistico, stabilisce che se si applicassero le migliori tecnologie al trattamento meccanico biologico si otterrebbe da questo il 33% di scarti da smaltire in discarica e/o in incenerimento. Ottimistico sicuramente se si guardano i dati del 2017 relativi ai rifiuti trattati dagli impianti TMB della regione; su 1.322.910 tonnellate gli scarti sono stati 1.136.000 tonnellate, ovvero oltre l’85% . Così nell’ATO 2, la provincia di Latina, dove l’impianto RIDA ha lavorato poco più di 300.000 tonnellate di indifferenziato rilasciandone il 77%, pari a circa 230.000 tonnellate di scarti. Quindi, se si considerano queste previsioni, con la raccolta differenziata che fornisce il 17% di scarti e il TMB il 33%, per il 2019 a livello regionale e provinciale avremo le seguenti situazioni.

Come si presenta la situazione a Terracina? La produzione dei rifiuti sta crescendo e l’indifferenziato anche, con una tendenza confrontabile con quella della raccolta differenziata. La prima osservazione porta alla constatazione che non è in atto una strategia di riduzione dei rifiuti e la seconda che manca il controllo su quanto viene conferito dai cittadini. Se si applicano alla produzione dei rifiuti della città di Terracina del 2018 le stesse percentuali degli scarti previste per la regione e la provincia si ha questo schema che penalizza la raccolta differenziata, perché le 5.329 tonnellate di scarti contengono ancora sicuramente molti materiali sottratti così all’economia circolare. Quindi, raccolta differenziata da gestire e TMB da evitare; si ripropone così il paradigma del Riciclo totale che rappresenta la vera strategia che porta verso l’azzeramento dei rifiuti. La gestione dei rifiuti all’interno dell’economia circolare comporta un costante controllo dei singoli processi che ne sono alla base. Dopo buoni programmi di riduzione della produzione dei rifiuti (vuoto a rendere, prodotti sfusi, contrasto allo spreco alimentare, casette dell’acqua, compostaggio domestico o di comunità, mercatini dell’usato, mense scolastiche, officine del riuso,…) e una raccolta differenziata ben organizzata, il gestore dovrebbe analizzare quanto resta per migliorare il processo di raccolta, riducendo così gli scarti di lavorazione della raccolta differenziata e l’entità dell’indifferenziato, e per eliminare o sostituire sin dall’inizio gli oggetti destinati a diventare rifiuti dopo l’uso. Si può fare!» conclude il Wwf.

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