Piano regionale rifiuti, Pernarella (M5S): «Inadeguato»


“Le linee guida del Piano Regionale dei Rifiuti non ci sembrano adeguato alle reali esigenze della Regione Lazio né alle stringenti direttive del Parlamento Europeo”. Lo dichiara Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lazio, che come prima firmataria, nella giornata di ieri ha depositato una interrogazione a risposta scritta al presidente Nicola Zingaretti e all’Assessore Politiche ai Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero Massimiliano Valeriani.

“Quello che balza immediatamente agli occhi già dalle Linee Guida presentate nei mesi scorsi, e a nostro parere rappresenta un primo importante vulnus di cui chiediamo conto – sottolinea la Consigliera 5 Stelle -, è come queste non tengono minimamente conto del mancato raggiungimento degli obbiettivi previsti dal precedente piano del 2012. Considerata poi la “Nuova Direttiva Discariche” secondo cui entro il 2035 la quantità di rifiuti allocati dovrà scendere al 10% della produzione totale, ci chiediamo, visti gli obiettivi di riduzione e riciclaggio fissati a livello europeo, quanto dureranno gli interventi di riconversione tecnologica e adeguamento alle BAT degli impianti di trattamento del Lazio e se, nell’assenza di programmazione attuale, questo non andrà a inficiare il regolare ciclo dei rifiuti. Inoltre, mettendone a rischio la chiusura non solo all’interno dei rispettivi cinque Ato del Lazio ma degli stessi confini regionali, come peraltro messo nero su bianco nelle stesse Linee guida che paventano l’aggravarsi dell’emergenza rifiuti nel 2020”.

Un indirizzo “carente soprattutto dal punto di vista strategico”, torna a ribadire la Consigliera regionale, che anche su una tematica sentita dalla popolazione come la riconversione dell’ex termovalorizzatore di Colleferro, il cui progetto è affidato alla Lazio Ambiente “non ha ancora prodotto nulla di concreto se non un cambio di nome: ‘Compound Colleferro’”.

E aggiunge: “Ci sembra poi un approccio da campagna elettorale, oltre a essere in contrasto con quanto prescritto dal Testo Unico Ambientale, l’identificazione del sub Ato di Roma considerata la situazione impiantistica attuale”. E infine: “Se è vero, poi, che l’aggiornamento del Piano non deve gravare sulla finanza pubblica, ci chiediamo come mai la Giunta abbia affidato a una società privata la redazione del rapporto ambientale, ancora non pubblicato, per la modica cifra di oltre 130 mila euro”.

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