Pino Rocci, un dirigente fuori dagli schemi


La Pro Calcio Terracina si conferma società leader nel contesto giovanile. Infatti, dopo i successi maturati sia sul rettangolo di gioco che fuori, la scuola calcio del duo D’amico-Marrone – a coronamento di un percorso virtuoso e vincente – , ha conquistato anche la “Coppa Disciplina” 2014 con la categoria Allievi. La ciliegina sulla torta di una stagione da incorniciare.

Merito degli allenatori, dei dirigenti “convenzionali”,  dei ragazzi e di tutti gli elementi che gravitano attorno alla Pro Calcio. E soprattutto di Pino Rocci, vero e proprio “tuttofare” del club giallorosso. Istituzione e bandiera, uomo immagine e anima del sodalizio tirrenico.  È cresciuto con il mito di Gaetano Fiorini, del quale conserva un ricordo più che mai vivo.

Come nasce la tua esperienza nella Pro Calcio Terracina?

Dal primo incontro avuto con Alessandro D’amico ho subito capito che il nostro rapporto collaborativo sarebbe continuato. Ho riscontrato un’empatia umana e professionale, rafforzata dal seguente colloquio organizzato con Vincenzo Marrone. Con loro abbiamo tracciato le linee future  del nostro progetto, trovandoci d’accordo su quasi tutto.

Quali valori incarna la società in cui lavori?

La Pro Calcio è una grande famiglia. Il senso comunitario e l’attenzione verso i rapporti sociali sono il tratto distintivo di questo club, che mira a formare dei calciatori e degli uomini pronti ad affrontare le gioie e le difficoltà che la vita gli presenta dinanzi. Una grande scuola per il futuro.

Il tuo curriculum comprende le esperienze con la Vis Terracina, il San Donato, il Terracina, l’Anxur e ora la Pro Calcio. Credi che l’ultima tappa resti un punto di arrivo o una fermata intermedia?

Ho sposato subito il progetto “politico” e sportivo della Pro, ammirando in particolar modo il metodo e la metodologia di lavoro. Durante tutto il mio cammino professionale ho raggiunto– step dopo step – importanti traguardi, che mi hanno arricchito sia culturalmente che moralmente. Alla fine sono tornato qui, dove – in realtà – non sono mai andato davvero via. E di questo ne sono orgoglioso.

Quanto ha influito l’amicizia con Gaetano Fiorini nella tua formazione da dirigente?

Con Gaetano ho stretto una forte amicizia fin dalla più tenera età. Ricordo le partite da adolescente con lui allenatore sul campo della San Damiano, le mille battaglie e le infinite storie da cui ho tratto spunto per andare avanti. L’incontro con Vincenzo Marrone (genero ndr) ha fortificato in me la voglia di onorare la sua memoria dopo la prematura scomparsa. Per questo spesso tento di emulare i suoi gesti, i suoi atteggiamenti e la sua bontà. Ho imparato ad agire nell’”ombra” e a restare dietro le quinte proprio da lui.

 Qual è il ricordo più suggestivo legato a Gaetano?

Ce ne sono diversi a cui sono affezionato in modo viscerale. Ricordo nitidamente le trasferte con la sua 127 con 6-7 ragazzi “compressi” sul sedile posteriore, oppure i modi coloriti di esprimersi per spronarci a far meglio. E poi come dimenticarsi della sua gestualità e della sua sconfinata umiltà. Una persona semplice e allo tempo speciale.

Cosa intravedi nel tuo futuro e in quello della Pro Calcio Terracina?

Stiamo lavorando sodo per migliorare la struttura e perfezionare la base educativa e tecnica di tutti i nostri iscritti. Inoltre, continueremo a diffondere i nostro messaggi di carattere sociale e sportivo, unendoli in un unico grande contenitore. Per fare tutto ciò dovremmo remare tutti uniti verso un ‘unica direzione, come abbiamo sempre fatto. E per questo ringrazio di cuore mia moglie Cristiana e mio figlio Riccardo, che mi supportano e sopportano, Peppino Stefanelli, Gaetano Inannarilli, Stefano Frattarelli, Stefano  Carlot e Giuliano Lauretti, oltre alle colonne di questa società: Vincenzo D’amico, Gennaro Marrone ,Tiziano Forzellin e Valentina Cretaro.

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