Piscina comunale, attacco del Pd: «La grande incompiuta»


«Quello della piscina comunale di Terracina è uno dei simboli più evidenti del fallimento politico ed amministrativo del centrodestra cittadino». Durissimo attacco del Pd di Terracina sulla situazione di uno dei più grandi progetti degli ultimi anni.

«Un project financing – scrive il Pd – ormai ridotto in stato di abbandono e senza apparente soluzione di completamento, iniziato nel 2005 sotto l’amministrazione Nardi e terminato, senza la realizzazione dell’opera, nel 2016, con risoluzione contrattuale da parte dell’amministrazione Procaccini.  Siamo arrivati alla fine del 2019 e la piscina comunale di San Martino è divenuta un’opera dimenticata, un mostro di cemento e ferro, costato tanti soldi e la cui definizione, nelle intenzioni di Procaccini e Pescante, nel 2013, si sarebbe dovuta risolvere in breve tempo.

Ed invece, come è accaduto spesso in questi anni rispetto alla realizzazione degli interventi pubblici e alle promesse rivoluzionarie della maggioranza, l’opera è rimasta incompiuta così come tale è rimasta anche l’idea di avere un struttura pubblica, seppur in concessione ad un privato per un certo periodo. E quindi, davanti a queste foto ci domandiamo: quale futuro avrà questa struttura faraonica ed abbandonata?

Quella della piscina, ma potremmo estenderlo anche alle condizioni del vicino impianto di calcio del Colavolpe e ai diversi impianti sportivi della città, è un situazione difficile. Una situazione che sembra non allarmare troppo l’assessore all’urbanistica e quello ai lavori pubblici, quest’ultimo attualmente impegnato, in tempo di elezioni, ad esaltarsi per l’ordinaria manutenzione stradale” dopo anni di assenza e mancata visione strategica della città. Quello delle opere pubbliche è sicuramente un tema importante per la città e sarà oggetto di ampia confronto nella prossima campagna elettorale tra le diverse forze politiche. Noi crediamo che la città abbia una impellente necessità di opere pubbliche in quanto strategiche per il proprio sviluppo urbanistico, economico e sociale. Quello che è sicuro e come in questi quasi vent’anni di centrodestra Terracina abbia pagato un prezzo altissimo per colpa di una sciatteria amministrativa incapace di garantire alla stessa strutture pubbliche o comunque vantaggi ed utilità nel rapporto di partenariato che si è voluto mettere in campo con i privati investitori (la situazione del Calcatore, del Mercato della marina, di quello di via delle Arene e del complesso Arene 2, ne sono sicuramente un prova).

Allo stesso tempo, come vi sia una continua sottrazione di spazi di pubblica utilità in luogo di concessioni a favore dell’esercizio d’impresa (si veda la situazione dei marciapiedi comunali o di alcune aree riqualificate e senza identità) ovvero ad un atteggiamento troppo permissivo che, in alcuni casi, ha determinato addirittura modificazioni gravi e prive di senso urbanistico o vantaggio pubblico. Innanzi a questo, possiamo quindi affermare che Terracina merita ben altro. Merita una politica amministrativa lungimirante, coraggiosa nel progettare per la città un futuro migliore, attenta ai bisogni dei cittadini, alle necessità del territorio ma, soprattutto, votata al “bene comune” quale primo ed indefettibile obiettivo della propria azione amministrativa. Nel futuro occorrerà quindi una svolta, un riscatto, un vero e proprio “new deal” cittadino, per riportare questa città finalmente nel nuovo millennio dopo anni di oblio politico e gestionale in cui il centrodestra, di Nardi prima e Procaccini poi, l’ha relegata attraverso scelte amministrative estemporanee, annunciate solo propagandisticamente come rivoluzionarie ma di fatto rimaste al palo, prive di lungimiranza e visione politica ma, evidentemente, a nostro mal grado, ricche solo di tanta approssimazione ed opportunismo politico».

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