Chi è il più felice del reame?


…probabilmente il 17 dicembre alle ore 16:30 presso l’Hotel Torre del Sole a Terracina, al termine della presentazione del nuovo libro di Alberto Di Pinto e della mostra di Enrica Pagliaroli, non avremo una risposta definitiva al fiabesco arcano. Saremo invitati, però, a specchiarci e a capire se la nostra felicità pone le fondamenta su riflessi di effimere apparenze o su profonde certezze.
A tre anni dall’uscita de “Il Pesciolino che faceva la verticale”, romanzo che ha sorpreso e commosso lettori d’ogni parte dello Stivale, l’autore terracinese piazza sotto l’albero “Chi è il più felice del reame?”. Stavolta è il tema dell’accettazione del corpo a riempire le pagine. Servendosi di Aida, artista bulimica e protagonista indiscussa, lo scrittore analizza la continua ricerca della perfezione fisica, dimostrando come quest’ultima sia ormai divenuta condizione necessaria per la felicità. Non a caso nel titolo il termine felice, usato al posto dell’originale bella, assume il ruolo di sinonimo piuttosto che di sostituto.
Alla lettura di alcuni passi del libro, i presenti entreranno direttamente nella psicologia dei protagonisti attraverso le parole ma, anche e soprattutto, tramite i quadri e le foto di Enrica Pagliaroli. La giovane artista torna a esporre nella sua città natale opere vecchie e nuove che, inevitabilmente, sono strettamente legate ai temi trattati nel romanzo. Le sue produzioni figurative hanno impressionato gli addetti ai lavori di importanti gallerie di mezza Italia. Scatti e tele capaci di rendere palpabili sentimenti e stati d’animo faranno breccia nell’anima di chi vi si troverà davanti, lasciando il visitatore senza fiato.


Insomma, l’appuntamento del 17 dicembre è uno di quelli da non perdere assolutamente. Gli ingredienti per un pomeriggio domenicale ricco di cultura ci sono proprio tutti. Tra le vetrate dell’Hotel Torre del Sole, l’arte e letteratura si alterneranno al ritmo delle dolci note di un’arpa celtica. Lettori e visitatori non dovranno far altro che sedersi, ascoltare, passeggiare tra le opere, magari con una tazza di tè fumante, e lasciarsi trasportare.
L’intento dei due giovani artisti, uniti in questo evento così come nella vita, è proprio quello di accompagnare i loro ospiti sino alla soglia delle loro emozioni più profonde per poi lascarli andare e quindi provare, per almeno un paio d’ore, a renderli i più felici del reame.