Plastica in acqua, progetto con i pescatori “guardiani” del mare


Partita il 27 maggio a Terracina la sperimentazione del progetto di recupero dei rifiuti marini ed in particolare della plastica in mare che dispone anche di una pagina facebook in cui verranno condivise foto e osservazioni https://www.facebook.com/fishingforlitterterracina/ . In occasione della giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno scorso dedicata quest’anno al contrasto alla plastica usa e getta, è avvenuta la consegna dei bidoni per lo smaltimento della plastica ai tre pescherecci “Carlo Padre”, “Piramide” e “Tequila” e dei sacchi per la raccolta a bordo e si sta procedendo a collezionare le foto che arrivano direttamente da bordo dei pescherecci e che documentano quello che trovano nelle loro reti. Procederemo poi con l’analisi dei rifiuti, la classificazione e indagini mirate e localizzate. Un problema enorme quello della plastica in mare, una delle minacce ambientali più serie del nostro tempo, che causa danni enormi non solo all’Ambiente ma anche al Turismo e alla Pesca, mettendo a rischio la vita nei nostri mari e anche la salute umana con le pericolosissime microplastiche.

Il progetto Fishing for litter Terracina – fa sapere Legambiente – è la  prima esperienza regionale e la seconda esperienza nazionale strutturata sul ‘fishing for litter’, ispirato alla iniziativa di Legambiente Toscana, lanciato da Legambiente Terracina, in collaborazione con Legambiente Lazio e Legambiente nazionale con il Sindacato Italiano Balneari Confcommercio di Terracina e la Rete territoriale #Plasticfreebeachesterracina e coinvolge inizialmente tre pescherecci di Terracina, il Piramide di Domenico Monti, il Carlo Padre di Quirino Cicerani e il Tequila di Quirino Alla e i due Presidenti della Cooperativa dei Pescatori “La Sirena” Raffaele Marigliani e della Cooperativa dei Pescatori di Terracina Dario Venerelli con il supporto e la direzione della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina, il patrocinio del Parco Regionale Riviera di Ulisse e del Comune di Terracina e il coinvolgimento diretto e fattivo delle Ditte Appaltatrici della gestione dei rifiuti De Vizia Transfer SpA Urbaser SA e DJ Costruction Bertelli Srl e con la sponsorizzazione di Confcommercio Lazio Sud e dei suoi Associati. E’ in corso di perfezionamento a cura di Legambiente Lazio l’accordo con la Regione Lazio, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

Uno dei primi esempi di progetto in Italia e uno dei pochi esempi al mondo di recupero della plastica in mare ad opera direttamente degli operatori della pesca. Un grande plauso va ai pescatori i veri “guardiani del Mare” che si sono rimboccati le maniche e sposato con entusiasmo il progetto che può contribuire a ridurre sensibilmente la plastica in mare. Un progetto che coinvolge la comunità dei pescatori che possono e vogliono diventare protagonisti di questa svolta storica, e che dimostrano una grande sensibilità e una grande voglia di partecipare capendo la gravità del problema della plastica in mare che può uccidere definitivamente la vita nei nostri mari e quindi la risorsa della pesca per le generazioni future. Ma anche un progetto che, grazie alla rete Plastic Free Beaches Terracina, anch’essa presente con una propria pagina facebook https://www.facebook.com/plasticfreebeachesterracina/ e coinvolge anche le Associazioni di balneari, ristoratori, commercianti, albergatori, le Scuole.

Il progetto riguarda tra l’altro in via sperimentale una porzione di mare (in corso di definizione) relativa ai due più importanti SIC marini del Lazio, ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” (esteso per 3740 ettari, il più esteso del Lazio) e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” (esteso per 2182 ettari) che si trovano proprio antistanti le coste di Terracina e rientra anche nel Piano di Gestione dei SIC cosi’ come proposto dal Circolo alla Regione Lazio già un anno fa, progetto che prevedeva proprio campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter) apprezzato dalla Regione Lazio, il cui Ufficio Tutela e Valorizzazione del Mare e delle Coste ne ha predisposto l’integrazione nei documenti ufficiali e l’allargamento a tutti i SIC del Lazio.

I pescatori avranno quindi la facoltà di portare i rifiuti in porto, destinarli al riciclo e così contribuire a liberare l’ambiente marino dalle plastiche. Ad ogni uscita le barche infatti raccolgono un grande quantitativo di plastiche che finalmente potranno essere depositate in porto, potranno essere classificate a cura dei volontari del Circolo Legambiente Terracina che cura da anni le campagne di beach e marine litter, e grazie ai gestori integrati dei rifiuti cittadini, destinate allo smaltimento e al riciclo.

Occuparsi dell’ambiente vuole dire tutelare meglio il proprio pescato, ridurre la contaminazione e proporlo al meglio sulle tavole.

Se al progetto aggiungiamo anche l’iniziativa per le bioplastiche sostitutive per gli imballaggi ittici (con biopla – biopolestirene) con una sperimentazione di sostituzione di plastica in bioplastica, con il supporto dell’Associazione Chimica Verde Bionet, prendendo spunto da quanto già fatto nel progetto “Blue Packaging Project”, condotto dalla Blue Marine Service di San Benedetto del Tronto, finanziato dalla Fondazione Principato di Monaco, nel Programma Beyond Plastic Med, “gemello” del progetto “Plastic Free Beaches”, arriviamo all’eccellenza.

La Città ( e chi la governa) deve capire che questo è un problema ma può essere anche una grande opportunità di rilancio, di visibilità, di promozione turistica, di rinascita economica e culturale. La competitività dei territori si gioca sulla qualità. E noi dobbiamo puntare alla qualità del nostro mare, delle nostre spiagge, del nostro pescato, della nostra offerta turistica e culturale con coraggio ed ambizione.

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