Polemiche sull’ospedale, Cervelloni (Pd): «Facciamo chiarezza»


«Come spesso capita di questi tempi nella discussione politica, ognuno legge i dati e le informazioni che riceve interpretandoli a seconda dei propri interessi o delle proprie comodità, stravolgendo così di fatto anche il senso delle cose che un fa o dice». Dopo la querelle sull’ospedale Fiorini, scatenata da un’uscita pubblica del Pd sulle condizioni dell’ospedale, è il segretario cittadino del Partito democratico Daniele Cervelloni a prendere la parola. Il suo è un tentativo di fare chiarezza.

«Mi riferisco alla visita all’Ospedale A. Fiorini di Terracina, effettuata dal nostro partito alcuni giorni fa e alla nota di replica della Lega locale. Vorrei precisare – agli amici della Lega –  che la visita in questione non è stata fatta nell’intento di criticare l’operato della Giunta Zingaretti e neppure per sottacere le difficoltà che ci sono nella struttura. Riteniamo il lavoro svolto dalla Giunta regionale, in ambito sanitario laziale, comunque positivo soprattutto rispetto alle condizioni e all’enorme debito ereditato dal dissennato modo di amministrare delle Giunte precedenti (Storace e Polverini in primis) a causa del quale la sanità laziale ha subito un forte ridimensionamento strutturale oltre che duro commissariamento che ha impedito un nuovo “indirizzo politico” volto alla progettazione ed allo sviluppo. Al contrario, lo scopo della nostra visita è stato quello di prendere coscienza diretta delle condizioni della struttura.

In questo senso, vorrei ricordare che in questi ultimi mesi, con i risultati del risanamento economico della sanità laziale, la Giunta Zingaretti ha stabilizzato circa 500 operatori sanitari, tra infermieri e medici, garantendo a molti di loro un futuro, personale e professionale. Nel caso di Terracina, questo ha determinato un nuovo primario di ortopedia oltre all’arrivo di altro personale tecnico e sanitario.

Allo stesso tempo, sempre a seguito del buon lavoro svolto, cosi come richiesto e promesso dal PD già al tempo della campagna elettorale per le comunali del 2016, la Regione ha investito centinaia di migliaia di euro per la realizzazione del nuovo reparto di Osservazione breve ed intensiva (OBI) garantendo cosi alla struttura ospedaliera un nuovo reparto, collegato al P.S.,  con un sensibile aumento di ulteriori posti letto tra cui 2 a carattere subintensivo (codice rosso).

Infine, va registrato anche un miglioramento di alcuni servizi al cittadino che precedentemente erano solo attivi parzialmente.

Insomma, un deciso salto in avanti rispetto al passato, che certamente non risolve tutti i problemi legati alla funzionalita della struttura, ma che dimostra comunque una nuova attenzione della Giunta regionale al nostro nosocomio ritenuto di centrale importanza per l’offerta sanitaria pontina. 

Tutto ciò, quindi, non fa altro che confermare la nostra idea di come il c.d. “Presidio centro” abbia un ruolo strategico per la sanità pontina. 

Il nostro Ospedale serve una comunità vasta di pazienti a cui si aggiungono non solo i numerosi turisti che in estate affollano le nostre spiagge ma anche tante persone provenienti e residenti in comuni limitrofi al nostro, alcuni dei quali posti anche oltre i confini provinciali. 

Siamo consci che questa nuova centralità dell’ospedale di Terracina e del “presidio centro” deve essere comunque migliorata ed anche che occorre lavorare per garantire maggiore efficienza organizzativa. Ed è proprio per questo motivo che ci stiamo recando in visita nelle varie strutture ospedaliere per lavorare insieme alla Giunta, al loro miglioramento in maniera coscienziosa.  Un atteggiamento politico doveroso per chi fa politica e si assume il compito di organizzare la cosa pubblica in maniera seria e responsabile.  Agli altri, invece, lasciamo il compito, ingeneroso, di cavalcare come al solito proclami propagandistici e “inveritieri protagonismi” sui risultati raggiunti. Il nostro compito è stare dalla parte dei cittadini e lavorare con le istituzioni affinché i servizi resi siano il più efficienti possibili».

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