PRECARI – RISPOSTE DALLA REGIONE –


“La nostra Sanità purtroppo non ha mai avuto vita semplice basta guardarsi indietro di qualche anno per capire bene come è stata mal gestita e che effetti devastanti ha avuto sui bilanci regionali -scrive in una nota Marco Senesi – Dopo i vari incontri e le grandi tensioni che hanno colpito la nostra sanità di nuovo al centro del dibattito politico arrivano finalmente buone notizie.
Il tema è delicatissimo e come detto da più parti, anche dai sindacati, va affrontato in termini politici. Si tratta infatti di ben 600 unità. Persone che sono state inserite all’interno della Asl che hanno maturato delle competenze e che ad oggi vivono ancora uno stato di precarietà. Assurdo, eppure nel nostro Paese succede anche questo. Ma per onor del vero bisogna fare un passo indietro, per farne due avanti. Infatti se nelle ultime giunte regionali la questione Asl ha assunto proporzioni ingestibili, la Mission della giunta Zingaretti invece è stata quella di aggredire subito il debito della Sanità per tornare ad offrire servizi e nuove assunzioni. E bisogna ammettere che questo modello sta funzionando. Ma è arrivata una tegola su questo processo fatta di errori commessi nel passato. Infatti 600 unità, 600 Famiglie rischiavano il posto di lavoro.
Arriva oggi la nota inviata dalla Regione dove si evince che tutti i contratti saranno prorogati fino al 31 dicembre del 2018. Emergenza evitata quindi, almeno per adesso. Ci auguriamo infatti che questo tempo venga utilizzato dalle istituzioni per trovare risposte a questa vicenda. Va ricordato infatti che la regione è in attesa che la Asl di Latina concluda le verifiche in relazione alle procedure assunzionali , dopodiché si adotteranno le misure necessarie a garantire i livelli essenziali nel rispetto delle regole.
Mi sento quindi di condividere le parole del Presidente Zingaretti e del Consigliere Forte. Perché concluse le verifiche da parte della Asl intese a definire il quadro delle diverse posizioni assunzionali, la Regione potrà essere in grado di valutare la portata della vicenda cercando di dare una risposta agli errori del passato. Per questo l’appello è quello di evitare agitazioni che potrebbero compromette un servizio essenziale per perseguire invece un percorso condiviso per risolvere questa vicenda”.

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