Precari della sanità, si apre uno spiraglio. Forte (Pd): «Verso le stabilizzazioni»


Si apre uno spiraglio per i precari della sanità. Ne dà notizia il consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte. Si è tenuta nella giornata di martedì l’audizione, presso la commissione regionale Sanità, del direttore generale della Asl di Latina Giorgio Casati e dei componenti della direzione regionale Sanità. Il tema della seduta ha riguardato la questione dell’assunzione dei precari della Asl pontina, ed i lavori della commissione hanno portato alla definizione del cronoprogramma che consentirà la stabilizzazione dei precari della Asl della provincia di Latina.

Il consigliere regionale del Pd Enrico Forte

«Il piano del fabbisogno assunzionale regionale  – conferma il consigliere Enrico Forte (Pd)  – è alla firma del presidente della Regione Lazio, e  consentirà  la stabilizzazione di tutti i 427 precari della Asl entro i primi mesi del  2020. Le procedure terranno conto delle diverse modalità con cui si è proceduto, negli anni passati, al reclutamento del personale. Sia attraverso la legge 4 presentata dal sottoscritto e dal consigliere Simeone nella scorsa legislatura, sia attraverso i commi primo e secondo della legge Madia. In questa maniera troveranno soddisfazione le giuste istanze dei lavoratori che in questi anni hanno prestato il proprio lavoro in forma precaria. Il direttore generale  – aggiunte Forte – si è impegnato a presentare un cronoprogramma definitivo alla commissione Sanità, e ci adopereremo affinché tempi e modalità previste siano rispettati»

Nel corso della seduta è emerso il tema, prontamente recepito dal presidente Simeone, della quota capitaria della Asl pontina, ovvero il complesso criterio che riguarda la ripartizione dei fondi destinati alla popolazione per l’erogazione dei servizi sanitari. «Siamo la penultima azienda sanitaria regionale per quota capitaria  – ricorda ancora Forte – e l’adeguamento di questa quota sarà decisiva per nuove assunzioni e investimenti importanti per la provincia di Latina».

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